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Pasta alla fonduta e tartufo

Pasta e tartufo

Qualche tempo fa sono stata contattata per partecipare al concorso “Pasta, Tartufo e 2.0″ organizzato dalla Fiera Internazionale del Tartufo d’Alba che si terrà ad Alba fino a novembre inoltrato. Il programma è molto ricco, e fossi stata ancora in Italia quest’anno ci sarei probabilmente andata, attaccandoci anche una visita nelle Langhe o nel Roero, zone che ho sempre amato :) .

Tartufo bianco d'Alba

L’Associazione per il Centro Nazionale studi Tartufo mi ha spedito un tartufo bianco e della pasta secca Agnesi: il centro del contest era di trovare una ricetta “innovativa” per abbinare il tartufo con la pasta secca.

Ora, “innovativo” non è sicuramente l’aggettivo che può definire la cucina di cui parla questo blog: mi piacciono le basi, le cose semplici, riproducibili. E così, dopo averci pensato a lungo ho pensato che la cosa migliore era cercare di unire qualcosa che sembra difficilissimo senza allontanarsi troppo da un abbinamento tradizionale.

Da qui questa pasta al forno con fonduta di formaggi e tartufo.

Una nota sulla fonduta: tradizionalmente è fatta con la fontina. In Francia la fontina non si trova, e così ho dovuto “rimediare” con i formaggi francesi: Comté e Raclette sono quelli che mi sono sembrati più adatti.

Ingredienti

250 g di pasta secca, un formato tipo mezze maniche, che vada bene per andare in forno

100 ml di latte intero

50 ml di panna

300 g di comté e raclette, misti (oppure di fontina)

4 gocce di acquavite di Mirabelles (o di grappa)

1 spicchio di aglio

1 noce di burro

Tartufo bianco d’Alba

Per 4 persone

  1. Iniziate con il preparare la fonduta. Con il robot grattugiate grossi i formaggi.
  2. Metteteli a bagno nel latte e panna per almeno 1 ora.
  3. Prendete una pentola (NON antiaderente) con i bordi alti e il fondo spesso e passatela tutta con uno spicchio di aglio tagliato a metà.
  4. Portate a ebollizione un pentolone di acqua per cuocere la pasta. Una volta che sarà arrivato a bollore, salate l’acqua e aspetate che riprenda bollore.
  5. Riscaldate il forno a 180° C.
  6. Ungete una teglia dai bordi alti con poco burro.
  7. Trasferite latte e formaggi nella pentola e mettetela su fuoco molto basso: la fonduta non dovrà MAI bollire. Iniziate a mescolare con un cucchiaio di legno, piano piano, senza fretta.
  8. La fonduta sarà pronta quando il formaggio si sarà sciolto completamente. A questo punto, a fuoco spento, aggiungete l’acquavite e mescolate.
  9. Fate cuocere la pasta per due minuti in MENO di quanto segnato sulla confezione. Scolatela.
  10. Mettete un leggero stato di fonduta e poi uno di pasta e continuate così finché non finite tutti gli ingredienti.
  11. Infornate per 10-15 minuti.
  12. Sfornate, sfilettateci sopra del tartufo e servite.

 

Pasta e tartufo

Per chi volesse seguire il convegno in streaming, può farlo cliccando qui. Dalle 16.30. 

 

 

Trofie al pesto

Trofie al pesto

Che pesto è senza trofie? E che trofie sono senza pesto?

Ingredienti

250 g di trofie fresche

2 manciate di fagiolini

2 patate medie

Pesto

 

Per 4 persone

  1. Portate a ebollizione un grosso pentolone pieno di acqua.
  2. Spuntate e fagiolini e tagliateli in pezzi lunghi 2-3 centimetri.
  3. Pelate le patate e tagliate a dadi di 1,5 centimetri per lato.
  4. Una volta che l’acqua bolle, salatela con una manciata di sale.
  5. Tuffate le patate nell’acqua. Lasciatele cuocere per 5 minuti.
  6. Tuffare fagiolini e trofie nell’acqua. Lasciateli cuocere finché le trofie non saranno cotte (circa 5-6 minuti).
  7. In una grossa ciotola, diluite il pesto con uno e due cucchiai dell’acqua di cottura.
  8. Scolate il tutto, trasferitelo nella ciotola con il pesto e iniziate a girare delicatamente. Se risultasse troppo asciutto aggiungere un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva.

Nota

I tempi di cottura sono molto labili e dipendono principalmente da due fattori:
  • La grandezza delle patate: più piccole sono più in fretta cuociono. Ma non devono essere piccolissime, se no si sfaldano.
  • La freschezza delle trofie. Se usate quelle secche i tempi di cottura si allungano.

 

 

Trofie con sugo di peperonata

Trofie con sugo di peperonata

Vi ricordate la peperonata di qualche tempo fa?

Bene, rifatela, mangiatela e con gli avanzi, frullateli, riscaldateli e conditeci della pasta! Una bella spolverata di parmigiano o di ricota salata e il gioco è fatto!

 

Orecchiette alla cime di rapa

Orecchiette con cime di rapa

Un classico pugliese! Un piatto semplice e veloce più di quanto si possa immaginare.

Ingredienti

500 g di orecchiette fresche

1 kg di cime di rapa

4 filetti d’acciuga

1 spicchio di aglio

Olio extra vergine d’oliva

Ricotta salata

Peperoncino

Per 4 persone

  1. Mettere a bollire una pentola capiente colma di acqua.
  2. Pulire le cime di rapa. Cercare nel marasma di gambi e foglie le infiorescenze e metterle in uno scolapasta insieme alle foglie più giovani e tenere. Per l’utilizzo degli scarti vedi nota. Lavarle molto bene.
  3. In una capiente padella antiaderente, scaldare 2 cucchiai di olio. Aggiungere l’aglio sbucciato e schiacciato e i filetti di acciuga. Lasciar soffriggere a fiamma alta per qualche minuto. Aggiungere le cime di rapa.
  4. Quando l’acqua della pentola arriva a ebollizione, salarla e lasciarla ribollire.
  5. Buttare la pasta e cuocerla per un minuto meno di quanto precisato sulla confezione.
  6. Scolare la pasta e farla saltare con le cime di rapa nella padella, aggiungendo, se necessario, dell’altro olio.
  7. Servire con ricotta salata grattugiata e peperoncino.

Nota

Con gli scarti delle cime potete provare a fare una vellutata, seguendo il metodo di base.

La vellutata

Vellutata di carote, patate e salvia

Una vellutata, generica, perché questo metodo funziona per buona parte delle verdure, basta sapere dosare bene i sapori e le consistenze.

Metodo

Verdura, 1 tipo, tra i 500 g e 1 kg

2 patate

1 cipolla piccola o 1 spicchio d’aglio o 1 scalogno o 1 porro piccolo (tutti facoltativi)

2 pizzichi di sale grosso

Acqua, 1 litro o più

Per una vellutata per 4 persone

  1. Mondare e pulire la verdura. Tagliarla a pezzettoni.
  2. Pelare le patate e tagliarle in 4.
  3. Sbucciare la cipolla, o l’aglio o lo scalogno e tagliarli a metà. Se si usa il porro, tagliare anche il porro a metà, dopo aver eliminato la parte verde e la radice (come cucinare i porri? Scoprilo!).
  4. Mettere tutto in un capiente pentolone (anche nella pentola a pressione), coprire di acqua fresca, ma senza esagerare: le verdure devono ancora affiorare sul livello dell’acqua. Aggiungete il sale e se volete erbe o spezie.
  5. Accendete il fuoco e portate a bollore, coperto. Lasciate cuocere finché tutti gli ingredienti non saranno morbidi.
  6. Frullate con un frullatore a immersione e servite.

Possibili accoppiamenti:

  • zucca e patate
  • porri e patate
  • carote e patate, con l’aggiunta della salvia (come nella foto)
  • broccoli e patate
  • foglie di broccoli, gambi di broccoli e patate
  • sedano rapa e patate
  • funghi (magari porcini) e patate
  • asparagi e patate
  • zucchine e patate

Perché sempre le patate?

Perché le amo, infinitamente: sono buone, versatili e sono il mio confort food per eccellenza. E poi perché hanno un potere addessante che riesce a combattere anche le verdure più acquose, in modo da ottenere una vellutata cremosa e non liquida.

E a voi, che accoppiamenti vi vengono in mente?

Nota

Visto che avete utilizzato tutti ingredienti freschi, se ne viene troppa potete anche surgelarla.

E non dimenticatevi che ancora per oggi e domani sono ospite del blog di vanity Fair!

Riso Basmati con agnello e piselli

Riso Basmati con agnello e piselli

Un piatto veloce e semplice, ma soprattutto realizzato usando una sola pentola.

I dadini di agnello possono essere sostituiti con dadini di maiale o di manzo o di pollo.

I piselli possono essere omessi e sostituiti con altra verdura, come zucchine a dadini, peperoni a dadini o carote, sempre a dadini.

Il basmati se volete sostituirlo con il riso normale fate pure: è una vostra scelta essere delle persone noiose che non hanno il coraggio di provare nulla di nuovo.

Ingredienti

200 g di riso basmati

200 g di carne di agnello a dadini

100 g di piselli surgelati

1 cipolla piccola, tritata

1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva

1/2 cucchiaino di cumino in polvere

1/2 cucchiaino di cannella in polvere

1/2 cucchiaino di zenzero in polvere (o fresco, tritato finemente)

500 ml di brodo

Per 4 persone

  1. Far soffriggere la cipolla nell’olio.
  2. Aggiungere l’agnello e farlo rosolare con le spezie (cumino, cannella, zenzero).
  3. Aggiungere il riso e lasciarlo tostare leggermente. Quando i chicchi saranno caldi sarà tostato a dovere.
  4. Aggiungere tutto il brodo, aggiungere i piselli, abbassare il fuoco, coprire quasi completamente (ovvero lasciate uno spiraglio) la pentola e cuocere per 15-20 minuti, finché il liquido non sarà completamente assorbito e il riso cotto.
  5. Se durante la cottura vi accorgete che manca liquido, aggiungete dell’acqua, mezzo bicchiere alla volta.
  6. Servire caldo.

Pasta di farro con radicchio e pancetta

 

Una pasta veloce e, per cambiare, di farro.
Pochi ingredienti, si fa tutto nell’intervallo tra quando si mette a bollire l’acqua e quando si scola la pasta.

Ingredienti

160 g di pasta di farro

50 g di pancetta affumicata

1 radicchio rosso

1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva

Per due persone

  1. Mettere una capiente pentola piena per 3/4 di acqua a bollire.
  2. Accender eil fuoco sotto una pentola antiaderente, vuota. Aggiungere la pancetta e lasciarla rosolare nel proprio grasso.
  3. Tagliare il radicchio a striscioline, eliminando la parte più dura e bianca, vicino alla radice. Aggiungere il radicchio alla pentola con la pancetta. Mescolare bene e coprire con un coperchio per 10 minuti.
  4. Quando l’acqua bolle, salarla con un pugno scarso di sale grosso. Quando riprende bollore, aggiungere la pasta e cuocerla per i minuti indicati sulla confezione.
  5. Quando la pasta sarà cotta, scolatela e aggiungetela alla pentola con la pancetta e il radicchio. Mescolate.
  6. Spegnete il fuoco e aggiungete il cucchiaio di olio, mescolate bene.

    Pasta di farro con radicchio e pancetta

 

Spaghetti alle olive

Spaghetti alle olive

Un piatto dove la semplicità e gli ingredienti la fanno da padrone.

Le cose più importanti per la riuscita di questo piatto sono dei buoni spaghetti e delle olive eccellenti, conservate possibilmente in olio extra vergine fatto con le olive stesse.

Quelle che ho scelto sono le Olive Taggiasche, una qualità ligure di olive nere piccole e molto saporite, conservate, appunto, nel loro olio.

Spesso la semplicità premia, specie in cucina.

Ingredienti

Spaghetti (80 g a persona)

Olive Taggiasche sott’olio (1 cucchiaio colmo a persona)

Olio di conservazione delle olive (meno di 1 cucchiaio a persona)

  1. Portate a ebollizione una capiente pentola d’acqua. Una volta che inizierà a prendere bollore, salatela con un cucchiaino di sale grosso ogni 80 g di pasta.
  2. Una volta che l’acqua avrà ripreso a bollire, gettate gli spaghetti e cuoceteli al dente.
  3. In una ciotola capiente mettete le olive e l’olio.
  4. Scolate al pasta e trasferitela nella ciotola con le olive. Girate vigorosamente e servite.

Spaghetti alle olive

Fusilli con “pesto” di rucola

Fusilli al pesto di rucola

Il pesto, finché ci si limita a chiamarlo semplicemente pesto, corrisponde a un metodo culinario: pestare gli ingredienti in un mortaio aiutandosi a formare una crema con un pestello.

Lo stesso tipo di composto lo si può ottenere anche frullando il tutto, a impulso, senza omogeneizzare il composto, ma lasciando qualche pezzettino intatto.

Questo pesto è semplice e veloce e ha un retrogusto amarognolo dato dalla rucola che non mi dispiace per niente.

Non ci sono dosi: per il pesto, mi spiace, si va a naso: si fa, si assaggia, si corregge di sapore e così via.

Ingredienti

80 g di fusilli corti (o altra pasta a scelta)

Rucola

1 spicchio d’aglio

Parmigiano reggiano

Pinoli

Olio extra vergine d’oliva

Per 1 persona

  1. Cuocete la  al dente in abbondante acqua salata.
  2. Nel mentre, frullate a impulso, la rucola, l’aglio, i pinoli e il Parmigiano. Quando inizierà ad essere amalgamato, iniziate ad aggiungere l’olio, finché non sarà completamente amalgamato e cremoso.
  3. Scolate la pasta e conditela con il pesto preparato.

Nota

Se non usate tutto il pesto, riponetelo in frigorifero in un contenitore chiuso ermeticamente, “sigillando” la superficie con uno strato di olio extra vergine d’oliva.

Gnocchetti con trevisana e provola

Gnocchi trevisana e provola

Gli gnocchi, mamma mia quanto mi piacciono! Se poi sono gnocchetti, uh che buoni! Purtroppo in famiglia sono l’unica fan degli gnocchi e perciò si mangiano raramente…

Ingredienti

250 g di gnocchetti
1 cespo di trevisana
1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
1 cucchiaio di miele di castagno
1 cucchiaio di pinoli
Provola grattugiata

Per 2 persone

  1. Tagliare la trevisana a losanghe sottili.
  2. Scaldare l’olio in una padella antiaderente. Aggiungere la trevisana, salarla, girarla, coprire con un coperchio e lasciarla stufare.
  3. Portare a ebollizione una capiente pentola di acqua. Quando bolle, salarla.
  4. A fine cottura, lasciar evaporare il liquido, aggiungere a filo il cucchiaio di miele e i pinoli, girare bene.
  5. Cuocere gli gnocchetti per 1 minuto e scolarli.
  6. Condirli con la trevisana e la provola grattugiata.

Nota

Il miele serve a togliere un po’ dell’amaro tipico della trevisana. Non è obbligatorio quello di castagno, potete usare qualsiasi miele. Ma il miele di castagno, con il suo caratteristico sapore, oltre a dare un tocco in più al piatto, ha anche delle favolose proprietà disinfettanti.

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