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Posts tagged ‘zucchero’

Gravadlax

Gravlax

Grav che? E cosa sarà mai?

Semplicemente del salmone marinato come lo fanno in Svezia.

Oh mamma, ma sarà difficilissimo!

No, non è vero: è semplicissimo!

Ah, ed è anche buono?

Buonissimo e vi farà fare un gran figurone!

La ricetta originale l’ho letta su Elle a Table di dicembre 2011.

Ingredienti

1 filetto di salmone di circa 1 kg con ancora la pelle, freschissimo

500 g vergeoise (se non la trovate potete usare lo zucchero di canna)

350 g sale grosso

1 mazzetto di aneto

3 arance

1 lime

100 g zenzero fresco

Pane nero o pane tostato per servire

Per 5-6 persone come antipasto

  1. Lavate il salmone sotto l’acqua corrente. Asciugatelo per bene con della carta da cucina.
  2. Adagiate il salmone, con la pelle verso il basso, a contatto con il fondo, in una pirofila di vetro capiente e con i bordi alti.
  3. Mescolate in una ciotola lo zucchero, il sale e l’aneto tritato grossolanamente.
  4. Grattugiate direttamente sopra il salmone la scorza di lime e arance.
  5. Pelate e grattugiate, sempre direttamente sopra li salmone, anche lo zenzero.
  6. Ricoprite il salmone con il sale e lo zucchero, facendo aderire bene e coprendo tutta la superficie.
  7. Coprite la teglia con svariati strati di pellicola.
  8. Lasciate riposare in frigo per almeno 48 ore.
  9. Prima di servire togliete tutta la marinata dal salmone (che vedrete: avrà perso acqua).
  10. Affettate il salmone il più finemente possibile e servitelo con del pane nero o del pane tostato.

Consiglio vivamente della buona vodka ghiacciata per accompagnare.

Clafoutis zucca e nocciole

Da quando viviamo in Francia, ci facciamo consegnare a cas ail latte 1 volta a settimana da un produttore locale, Sundgau Lait.

Alle volte ci capita che ci rimanga un litro prossimo alla scadenza e così tra i tanti modi che mi invento per riciclarlo, faccio clafoutis. La ricetta base è semplice e funziona con qualsiasi tipo di frutta.

Questa è una variante autunnale/invernale che mi sono inventata per usare della zucca cotto al forno che ci era rimasta.

Ingredienti

500 g di zucca

2 uova

2 tuorli

150 g di zucchero

60 g di farina di nocciole

40 g di farina

450 ml di latte

40 g di nocciole a filetti (che trovo in Germania e che in Italia, effettivamente non ho mi visto: potete usare la granella di nocciole)

1 pizzico di sale

1 noce di burro

2 cucchiai di zucchero di canna

Per 6 persone

  1. Riscaldate il forno a 180° C.
  2. Tagliate la zucca a fette alte 2 centimetri circa. Adagiatela su una teglia coperta di carta da forno e cuocetela in forno caldo finché morbida.
  3. In una ciotola sbattete le uova, i tuorli e lo zucchero. Sbatteteli con molta forza, finché non diverranno chiari.
  4. Aggiungete la farina, la farina di nocciole e il sale e continuate a sbattere con la frusta.
  5. Versate il latte lentamente continuando a sbattere con la frusta per far sì che non si formino grumi.
  6. Imburrate una teglia di 24 centimetri di diametro e spolverizzatela con lo zucchero di canna.
  7. Adagiate sul fondo della teglia la zucca, senza buccia. Versate sopra il composto di uova e latte. Spolverizzate con le nocciole a filetti.
  8. Infornate per 30-40 minuti o finché dorato e completamente rappreso.
  9. Servitelo tiepido o freddo.

Clafoutis potimaron et noisette

Mattonella al cioccolato

Mattonella al cioccolato

Ovvero un salame al cioccolato in formato mattonella.

Ingredienti

150 g cioccolato

250 ml panna

50 g burro

100 g petit beurre (o altri tipi di biscotti da colazione)

60 g  mandorle filetti

100 g zucchero

50 g cacao

Per 6 persone

  1. Sciogliere il cioccolato con la panna e il burro. Lasciare raffreddare leggermente.
  2. Mettere i biscotti in un sacchetto, chiuderlo e prenderlo a pugni per sbriciolare grossolanamente i biscotti.
  3. Mescolare biscotti, mandorle, zucchero e cacao.
  4. Aggiungere il cioccolato fuso con panna e burro e mescolare bene.
  5. Rivestire uno stampo da plumcake con della pellicola. Versare il composto.
  6. Lasciare rapprendere in freezer per una notte.
  7. Servire ancora surgelato con un bicchiere di whiskey.

 

Mattonella al cioccolato

Classici francesi: Clafoutis

Il Clafoutis è un dolce semplice, semplicissimo, dove tutto quello che c’è di complicato è azzeccare le proporzioni degli ingredienti.

Può essere fatto con qualsiasi tipo di frutta, ma viene meglio con i frutti rossi, come ciliegie (il grande classico), o la frutta estiva, come albicocche, pesche… In realtà a me non dispiace nemmeno con la frutta autunnale o invernale come mele, pere, zucca…

Questo post si divide in due parti.

La prima, questa, sulla ricetta classica del clafoutis: la pastella base a cui potete aggiungere qualsiasi tipo di frutta

La seconda parte invece parlerà nello specifico del clafoutis che mi sono reinventata partendo dalla ricetta base, per farlo più stagionale.

Ingredienti

450-500 g di frutta di stagione, come ciliegie, pere, mele, albicocche, pesche…

2 uova intere

2 tuorli

120 g di zucchero

100 g di farina

Un pizzico di sale

500 ml di latte

1 cucchiaio di burro

Zucchero di canna per spolverizzare la teglia

Per 6 persone

  1. Riscaldate il forno a 180° C.
  2. In una ciotola sbattete le uova, i tuorli e lo zucchero. Sbatteteli con molta forza, finché non diverranno chiari.
  3. Aggiungete la farina e il sale e continuate a sbattere con la frusta.
  4. Versate il latte lentamente continuando a sbattere con la frusta per far sì che non si formino grumi.
  5. Imburrate una teglia di 24 centimetri di diametro e spolverizzatela con lo zucchero di canna.
  6. Adagiate sul fondo della teglia la frutta tagliata e pulita, senza semi o noccioli. Versate sopra il composto di uova e latte.
  7. Infornate per 30-40 minuti o finché dorato e completamente rappreso.
  8. Servitelo tiepido o freddo.

Clafoutis

Muffin alle more

Muffin alle more

A fine agosto ci siamo fermati in un campo e sotto un albero di mele c’era uno stupendo cespuglio di more selvatiche! Fortunatamente avevo due bicchieri di carta in macchina e così ci siamo messi a raccoglierle: 3 nel bicchiere una in bocca :)

Tornata a casa con il mio bottino ho subito pensato di farci qualche dolce: non erano sufficienti per fare una confettura, ma abbastanza per dei muffin.

Le more selvatiche sono molto più piccole di quelle che si trovano in commercio: se le comprate al supermercato, usatene la metà.

Ingredienti

185 g di farina

1/2 bustina di lievito

1 cucchiaio di zucchero

60 g di burro

1 cucchiaio colmo di miele

1 uovo

200 g di more selvatiche

125 g di yogurt bianco

Per una decina circa di muffin

  1. Preriscaldate il forno a 190° C.
  2. In un pentolino fate sciogliere il burro con il miele. Lasciate raffreddare leggermente.
  3. Mescolate in una ciotola capiente tutti gli ingredienti secchi: farina, lievito, zucchero.
  4. Aggiungete l’uovo, lo yogurt, le more e il burro sciolto con il miele.
  5. Trasferita il composto nella teglia dei muffin ricoperta di pirottini. Se usate pirottini normali, che non superano l’altezza della teglia, riempiteli fino a 3/4. Se usate quelli dell’Ikea, che sono alti, riempiteli fino al bordo.
  6. Cuocete per 30 minuti o finché dorati e se infilzati con uno stuzzicadenti ne uscirà pulito.
  7. Serviteli a tiepidi o a temperatura ambiente.

 

 

 

 

Le confetture

Confetture

Frutta, frutta, frutta!

Prima che la stagione delle mele e delle pere arrivi, perché non fare delle ultime pesche, albicocche o frutti rossi delle belle confetture?

Dopo anni e anni di confetture ho finalmente trovato il metodo quasi infallibile (quasi perché con me funziona sempre al 100%, ma non ho idea di quello che poi fate nelle vostre cucine!).

Ingredienti

1 kg di frutta matura, in perfette condizioni, senza ammaccature, muffe o altro

1 limone, succo e scorza

1 mela

800 g di zucchero

Per 4-5 vasetti da 250 gr

  1. Lavate molto bene tutta la frutta, limone e mela compresi.
  2. In una ciotola molto capiente, mettete la frutta tagliata a pezzi. Di solito lascio la buccia, tolgo solo noccioli o semi se ci sono.
  3. Spremete il limone e tritate finemente la scorza. Aggiungete tutto alla ciotola.
  4. Togliete i semi e il torsolo della mela. Tagliatela a pezzi e aggiungetela alla ciotola. Se volte far eun lavoro di fino e essere sicuri che la vostra confettura abbia sufficiente pectina, perciò che si addensi a dovere, raccogliete i semi della mela e del limone in una garzina ben chiusa e aggiungeteli alla ciotola.
  5. Coprite tutto con lo zucchero, mescolate. Coprite con della pellicola. Lasciate riposare in frigorifero per almeno 12 ore.
  6. Dopo il riposo, trasferite tutto in una pentola capiente e portate velocemente a ebollizione con il fuoco molto alto. Quando inizia a sobbollire, abbassare il fuoco e lasciare cuocere per 30-45 minuti.
  7. Nel frattempo preparate i vasetti: in un pentolone molto grande, mettere tutti i vasetti che volete utilizzare con i coperchi. Copriteli di acqua, portate a ebollizione e lasciateli bollire per almeno 10 minuti. Scolateli e lasciateli asciugare senza però che si raffreddino troppo.
  8. Per gusto personale preferisco la mia confettura senza troppi pezzi, così prima di invasarla la frullo.
  9. Trasferite la confettura bollente nei vasetti ancora caldi, chiudete e lasciate raffreddare a teta in giù. Etichettateli (o se siete pigri come me, scrivete sul tappo contenuto e data) e metteteli in dispensa, pronti per essere spalmati sul pane o per farcire una torta.

Confetture

Classici francesi: Tarte Tatin

Tarte Tatin

O per essere precisine, Tarte des mademoiselles Tatin.

Narra la leggenda che una delle sorele Tatin, un giorno, sovrappensiero, invece di mettere la pasta nella teglia, ci mise prima le mele. E così per non rovinare tutto, decise di appoggiare la pasta sopra le mele, cuocere la torta e poi rovesciarla!

Niente di più di una torta di mele direte voi!

E invece no! È un’arte! È una di quelle torte che ti rimangono nell’anima e che non scorderai più! Una di quelle torte con le quali vai sul sicuro: piace sempre a tutti!!!

Disclaimer: è 15 anni che faccio almeno due tarte tartin all’anno. Questa è la mia personalissima versione. La versione originale francese prevederebbe una pâte sablée o brisée. Pur avendola provata anche in queste varianti, la continuo a preferire con la pasta frolla. Di sicuro NON con la pasta sfoglia, che può essere una variante veloce, ma non soddisfa il palato.

Ingredienti

8-9 mele, non troppo farinose e non troppo acquose

12 zollette di zucchero (circa 80 g di zucchero), meglio se di canna

1/2 bicchiere di acqua (circa 70 ml)

1 noce di burro

Poca cannella in polvere

1 porzione di pasta frolla

Per 6 persone

  1. Preparate la pasta frolla. Lasciatela riposare in frigorifero, stendetela in un cerchio sufficiente grande per ricoprire la vostra tortiera e non eccessivamente sottile e rimettetela in frigorifero fino al momento di usarla. Questa passaggio è fondamentale!
  2. Togliete il torsolo e sbucciatele le mele. Tagliatele a metà.
  3. In una teglia (NON a cerniera, ma con fondo e bordi uniti, meglio se di pirex o d’alluminio) che possa andare direttamente sul fornello, mettete le zollette di zucchero, la noce di burro e l’acqua. Se non vi fidate a mettere la teglia a diretto contatto con il fornello (vi serve uno spargifiamma), potete fare il caramello in un pentolino, versarlo nella teglia e saltare, a malincuore, il punto 5 e passate direttamente dal punto 6 al punto 8.
  4. Una volta che zucchero e acqua avranno cambiato colore e si inizierà a formare il caramello, sistemate le metà mele in cerchio, in verticale, in modo che la parte tagliata si appoggi al resto della mela a fianco.
  5. Riempite molto bene la teglia, cercando di lasciare poco spazio libero tra una mela e l’altra.
  6. Spolverizzate le mele con la cannella.
  7. Continuate a cuocere le mele sul fornello per 15 minuti.
  8. Riscaldate il forno a 180° C.
  9. Lasciate raffreddare leggermente la teglia con le mele.
  10. Quando il forno sarà caldo, estraete il vostro disco di pasta frolla dal frigorifero e ricoprite le mele, cercando di formare un bordo di frolla tra le mele e il bordo della teglia.
  11. Infornate la torta e cuocete per 30 minuti o finché la frolla non sarà dorata.
  12. Togliete la torta dal forno e lasciatela raffreddare leggermente MA non completamente.
  13. Copritela con un piatto da portata e tenendo la teglia con una mano e il fondo del piatto con l’altra, rovesciate la torta sul piatto da portata.
  14. Servitela tiepida, accompagnata da panna acida francese o gelato alla vaniglia.

Nota

La buona riuscita di questa torta dipende molto dalla qualità delle mele che usate. Se faranno troppa acqua, annacqueranno il caramello, se invece sono farinose non manterranno la forma. Affidatevi al fruttivendolo!

Tiramisù

Pandoro & panettone tiramisù

Il tiramisù ha una sua unica e peculiare tradizione familiare come tanti altri piatti della cultura gastronomica italiana. C’è chi lo fa con i pavesi, chi preferisce i savoiardi, chi usa la ricotta…

Spesso lo preferisco nella sua forma più pura: savoiardi, uova, mascarpone, zucchero, caffè e una spolverata di cacao.

Ingredienti

500 g di mascarpone
4 freschissime uova grandi, tuorli e albumi divisi (scopri come!)
100 g di zucchero
Caffè freddo
Savoiardi
Cacao in polvere

Per 6 persone

  1. In un ciotola molto capiente mescolare zucchero, tuorli e mascarpone.
  2. Montare a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale.
  3. Con una spatola, mescolare il mascarpone con gli albumi montati a neve, stando attenti a non smontarli: con la spatola mescolare piano piano, partendo dal baso verso l’alto.
  4. In una teglia di vetro o di ceramica, stendere un leggero strato di crema.
  5. Inzuppare i savoiardi solo da un lato e adagiarli sulla crema con il lato inzuppato verso l’alto, uno di fianco all’altro, senza sovrapporli.
  6. Quando i savoiardi avranno riempito lo spazio disponibile, ricoprirli con uno strato di crema e continuare ad alternare crema e savoiardi. Finire con uno strato di crema.
  7. Spolverizzare con il cacao in polvere e lasciare riposare in frigorifero per una notte.

P.S.
Ne ho anche una versione “cotta”, per donne incinta e bambini piccoli, o per quando semplicemente non ci fidiamo della freschezza delle uova che compriamo. Ma di questa ne parlerò altrove :)

E per una versione un po’ trasgressiva, se avete ancora pandoro o panettone in giro, la ricetta originale del 2006, a cui la foto fa riferimento :)

La crema inglese

Créme anglaise

O crème anglaise o custard, a seconda della lingua che preferite.

Il procedimento è simile a quello della crema pasticciera, cambiano solo le proporzioni e non si usa la farina.

Gli utilizzi però sono completamente diversi: con una crema inglese non potete farcire nulla, è troppo liquida. La crema inglese si usa solo come accompagnamento di torte e dolci.

Ingredienti

500 ml di latte

60 g di zucchero

4 tuorli (scopri come dividere le uova!)

1 baccello di vaniglia (opzionale)

Per 500 ml di crema inglese, per 5-6 persone

  1. Preparate il vostro spazio di lavoro: se vicino ai fuochi avete una presa della corrente, attaccateci il frullatore a immersione (che ovviamente avete e se non avete, andate subito a comprare, insieme a tutti gli altri piccoli elettrodomestici indispensabili in una cucina!). Se non avete una presa della corrente vicina, munitevi di prolunga. L’importante è che il vostro frullatore a immersione possa agevolmente entrare nella pentola dove cuocere la crema, mentre è sul fuoco (no, non è pericoloso, sono ancora viva ;) ).
  2. Riscaldare il latte con i semini all’interno del baccello di vaniglia: non dovrà bollire, ma essere semplicemente caldo, tanto che se ci mettete dentro un dito (pulito!) non vi scottate, ma lo sentite caldo. Di solito lo scaldo al microonde.
  3. Mettete i tuorli nel pentolino in cui cuocere la crema. Non dev’essere una pentola capiente, ma abbastanza grande da contenere agevolmente almeno 1 litro di liquido.
  4. Mescolate con un cucchiaio di legno i tuorli e lo zucchero. Non con una frusta, ma con un cucchiaio: in questo passaggio dovete cercare di amalgamare al meglio, ma senza incorporare aria.
  5. Versate il latte a filo (scopri perchè?), non tutto d’un colpo, ma piano piano, continuando a mescolare.
  6. Sistemate il pentolino su un fuoco piccolo, al massimo della sua potenza e infilateci il frullatore a immersione. Iniziate a frullare, muovendo il frullatore in senso orario.
  7. La crema inizierà a cuocere e ad addensarsi. L’unico punto critico è che MAI la crema dovrà bollire, MAI! Se iniziate a vedere che bolle, abbassate il fuoco, subito. Ogni tanto, per controllare che non attacchi e che si addensi in maniera corretta, dategli una girata con il cucchiaio di legno.
  8. La crema sarà pronta quando avrà una consistenza liscia e leggermente cremosa.
  9. La crea inglese si mangia fredda: trasferitela in una ciotola di vetro e copritela con la pellicola, facendola aderire bene sulla superficie della crema (impedirà il formarsi di una pellicola dura). Riponetela in frigorifero.

Come?

Come posso dividere i tuorli dagli albumi?

Mi verrebbe da dire come Audrey Hepburn in Sabrina, ma forse è meglio spiegarlo.
Prima di tutto servono due ciotole (o una ciotola e la ciotola del robot) e la vicinanza alla spazzatura, così da gettare i gusci senza sporcare nulla. Rompere leggermente il guscio dell’uovo sul bordo di una ciotola, dividerlo a metà, sopra la ciotola che avete scelto per gli albumi (la ciotola del robot) e, spostando delicatamente il tuorlo da una metà del guscio all’altra, fare scivolare tutto l’albume nella ciotola e mettere il tuorlo nell’altra. Continuare così anche con le altre uova. Per far sì che gli albumi si montino, è essenziale che nessuna traccia di tuorlo sia presente: fate mota attenzione se il tuorlo si rompe durante il procedimento e, o buttate tutto e iniziate da capo, o cercate di estrarre tutte le tracce di tuorlo aiutandovi con il guscio.

Perché?

Perché versare il latte a filo nella besciamella o nella crema pasticciera?

Il latte va versato a filo, mescolando continuamente, per far sì che si amalgami al composto (di burro e farina, nel caso della besciamella, o di uova, zucchero e farina, nel caso della crema pasticciera) senza scioccarlo, ma gradualmente, facendo abituare i due composti l’uno all’altro.

Mele al forno

 

Cosa c’è di più semplice, confortante e avvolgente di una fumante mela al forno?

Quali mele cuocere al forno?

Le mie preferite solo le renette: acide, farinose, perfette per la cottura in forno.

In realtà ho provato tutti i tipi di mela al forno e non ce n’è uno che venga male, se non quelle molto croccanti come le Granny Smith che tendono a rimanere troppo dure per i miei gusti.

Le mele al forno posso essere fatte in diversi modi, di cui 3 i principali: in gabbia, farcite o nature.

In tutti e tre i casi, come prima azione preriscaldate il forno a 180° C.

Mele al forno in gabbia

  1. Prendere un rotolo di pasta sfoglia già stesa. Dividerlo in 4.
  2. Prendere 4 mele lavate e asciugate. Togliere in torsolo centrale con l’apposito strumento.
  3. Adagiare una mela sopra ogni quarto di sfoglia e avvolgerle nella sfoglia.
  4. Spennellare la sfoglia con del tuorlo sbattuto con poco latte e due cucchiai di zucchero e infornare.
  5. Lasciare cuocere finché la sfoglia sarà dorata.

Nota

Le mele in gabbia possono essere anche farcite, mettendo nella cavità del torsolo della marmellata, dello zucchero o la farcia qui sotto.

Mele al forno farcite

  1. Prendere 4 mele lavate e asciugate. Togliere in torsolo centrale con l’apposito strumento.
  2. In una ciotola mescolate a piacere uvette, un liquore o del succo d’arancia, cannella, della frutta secca (trito di noci o mandorle o nocciole), della scorza d’arancia e magari un cucchiaino di miele.
  3. Adagiate le mele, con il buco del torsolo verso l’alto, in una teglia ricoperta di carta forno.
  4. Riempite il buco del torsolo con la farcia e infornate per 20-30 minuti.

Nota

Le mele si possono anche farcire con marmellata, o zucchero e cannella, o miele, o pepite di cioccolato…

Mele al forno

  1. Prendere 4 mele lavate e asciugate.
  2. Adagiate le mele in una teglia ricoperta di carta forno.
  3. Infornate per 20-30 minuti.

E voi, come preferite cuocere le vostre mele al forno?

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