Lo tzazichi è una crema dai sapori estremamente soavi. Le sue origini sono sia greche, sia turche, sia armene.
È una salsa molto versatile, semplice e veloce da realizzare, che può essere usata come antipasto, accompagnato da della pitta tiepida, o come contorno di piatti di carne.
Ingredienti
500 g di yogurt greco intero
1 spicchio d’aglio (è meglio se ci sia, ma se proprio non vi piace potete toglierlo)
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di succo di limone
1 cetriolo
1 cucchiaino di sale
3 rametti di meta fresca
Per 5-6 persone come antipasto
Sbucciare il cetriolo. Grattugiarlo finemente e metterlo in uno scolapasta con i buchi piccoli insieme al sale.
Scolare lo yogurt dall’acqua che si accumula sopra il coperchietto di carta. Trasferirlo in una ciotola.
Tritare grossolanamente con il coltello la menta. Aggiungerla allo yogurt.
Grattugiare finemente lo spicchio d’aglio. Aggiungerlo allo yogurt.
Scolare e strizzare molto bene il cetriolo. Aggiungerlo allo yogurt.
Aggiungere allo yogurt anche l’olio e il succo di limone e mescolare tutto bene.
Lasciarlo riposare per due o tre ore in frigorifero. Toglierlo dal frigorifero 30 minuti prima di servirlo.
Una delle preparazioni più semplici e che danno più soddisfazioni che ci siano, fatta con ingredienti che abbiamo sempre in casa, come lievito, acqua, farina, poco zucchero e sale e un cucchiaio di olio.
La pasta per la pizza è uno di quei piaceri base, dove un semplice impasto che si vede lievitare piano piano, che stendiamo, che rilasciamo lievitare e che poi inforniamo, ci da quella sensazione di coccola, per noi stessi e i nostri cari, ineguagliabile…
La ricetta di base
500 g di farina (vedi sotto)
12,5 g di lievito di birra fresco, o 3,5 g di lievito di birra liofilizzato
2 cucchiaini di zucchero
280-300 ml di acqua tiepida (vedi sotto)
1 cucchiaino colmo di sale
1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva + altro per le teglie
In una ciotola molto capiente, sbriciolare il lievito di birra fresco e aggiungere lo zucchero (indispensabile per riattivare il lievito). Versare sopra l’acqua tiepida e diluire il lievito con l’aiuto di una forchetta. Lasciate riposare 10 minuti. Se avete fatto tutto giusto, dopo 10 minuti appariranno in superficie dele microbollicine.
Se usate il lievito di birra liofilizzato, mettete tutti gli ingredienti insieme, saltando il punto 1.
Aggiungete il resto degli ingredienti e iniziate a impastare con le vostre manine, dandoci di gomito (vedi sotto).
Mettetelo in una ciotola, coprite la ciotola con uno strofinaccio bagnato, e lasciate lievitare l’impasto il doppio del suo volume (vedi sotto).
A me piace farlo lievitare 2 volte, perciò una volta che l’impasto è raddoppiato, gli do un pugno (sempre pensando a qualcuno di antipatico), la reimpasto velocemente e la rilascio lievitare.
Una volta lievitata, ungere con l’olio una o più teglie e stendere l’impasto fino a occupare la maggior parte della superficie della teglia, lasciando 1 centimetro dal bordo. Lasciare nuovamente lievitare.
Accendere il forno a 220° C o comunque al massimo del vostro forno.
Una volta lievitate nuovamente, farcire la vostra pizza come preferite. L’unico consiglio che mi sento di darvi è di aggiungere la mozzarella dopo 5 minuti di cottura, in modo che non faccia la crosticina, ma si sciolga e basta.
Cuocere pe run totale di 10-15 minuti, a seconda dello spessore della pasta e del peso della farcitura. Della farcitura parleremo altrove.
Ma ci potrebbero essere delle insidie, specie per chi è alle prime armi. Analizziamo ogni sua parte.
La farina
Farina 00 o mista farina 0 o con l’aggiunta di manitoba, o mista di grano duro e 00. La scelta della farina incide molto sul risultato finale e sulla sua realizzazione. La farina 00 ha bisogno di meno acqua di un misto di manitoba e/o grano duro. Qual è il mix migliore? Dipende. Di solito uso 400 g di farina 00 e 100 g di manitoba, ma se avete difficoltà a trovare la manitoba (che altro non è che una farina molto glutinosa e che perciò aiuta e facilita la lievitazione), potete anche usare 500 g di farina 00. Non spaventatevi se con queste dosi la farina che state usando ha assorbito tutta l’acqua o non l’ha assorbita tutta: aggiungete, in caso di pasta troppo secca un cucchiaio di acqua alla volta, e, in caso di pasta troppo bagnata, un cucchiaio di farina alla volta. Fate amalgamare l’aggiunta impastando con forza prima di aggiungerne altra.
Il lievito
Meglio il lievito di birra fresco, ma in caso di necessità anche quello liofilizzato. La mia amica Ci_polla, grande esperta di panificazione vi direbbe nulla se non la pasta madre. Ma dopo che ho avuto il frigo invaso per mesi, tengo sempre mezzo panetto di lievito di birra fresco in freezer. Il lievito di birra fresco è un po’ più complicato da gestire di quello liofilizzato: può morire se l’acqua è troppo calda oppure non riattivarsi se l’acqua è troppo fredda. Quello liofilizzato ce la fa sempre! Qualsiasi altro tipo di lievito è da evitare!
L’acqua
Bisognerebbe fare un discorso sulla durezza dell’acqua, ma entriamo in un campo minato. In realtà è meglio concentrarsi sulla sua temperatura. L’acqua che si usa per diluire il lievito di birra fresco e conseguentemente per impastare non deve essere fredda o calda, ma tiepida tendente al caldino. Ovvero, fare scorrere un po’ l’acqua calda e quando inizia a diventare tiepida la mettete in un bicchiere e la aggiungete alla ciotola con il lievito sbriciolato e lo zucchero.
La lavorazione
L’impasto perfetto è liscio, morbido e non attacca né alle mani né al piano di lavoro. Dovrete faticare quando impastate (ed è per questo che io amo il mio impastatore), ma ne varrà la pena. Quando è tutto amalgamato (e non abbiate paura ad aggiungere altra farina se l’impasto si attacca alle mani o latra acqua in caso l’impasto sia troppo duro), iniziate a batterlo vigorosamente sul tavolo (magari pensando a qualcuno che vi sta particolarmente antipatico!) e continuate a impastarlo ancora per qualche minuto.
La lievitazione
È sicuramente la parte più delicata di tutto il processo. Lontana da spifferi e aria fredda, la lievitazione deve essere fatta sotto uno strofinaccio umido. Se avete fretta potete mettere la ciotola con la pasta a lievitare vicino a un calorifero in inverno. D’estate lievita velocemente da sola. Se le ore di lievitazione (parliamo di minimo 2, massimo infinito) vi sembrano tante, non dimenticate che potete preparare la pasta prima di andare al lavoro o dopo pranzo nel fine settimana per gustarla la sera. Tanto, in fin dei conti, lievita da sola, non serve stare lì a guardarla :) . E più lievita più è buona!
Di quiche se ne è già parlato: sono un must della bella figura, difficile sbagliarle, fintamente raffinate per via del nome francese. Se volgiamo strafare, questa sarebbe una quiche aux champignons de Paris et lardons ;)
Per 6 persone come antipasto, per 4 persone come piatto principale (servito magari con un’insalata, come farebbero in Francia)
Accendere il forno a 180° C
Pulire gli champignon (scopri come!) e tagliarli a fettine non troppo sottili.
Rosolare la pancetta in una padella calda. Quando inizia a rilasciare il suo grasso, aggiungere gli champignon a fettine.
Cuocere gli champignon a fuoco alto, per evitare che cuociano nel loro stesso liquido, bollendo. Quando saranno ben dorati e avranno perso parte della loro acqua (circa 10 minuti) saranno pronti.
Trasferire champignon e pancetta in una teglia ricoperta di pasta sfoglia o pasta brisé.
Ricoprirli con l’hemmental.
Sbattere le uova con il latte, il sale e il pepe e versare il composto sopra al resto.
Infornare per 30 minuti o finché dorato.
Sfornare e lasciare raffreddare leggermente prima di servire: è buona anche fredda.
Inizia il lavoro duro: per pulire gli champignon avete due strade. Per tutte e due le strade una cosa è sicura: tenete solo una parte del gambo: la parte terrosa va in questo caso gettata (cosa che non succede con i porcini: troppo preziosa!)
Strada n.1: con un pezzo di carta da cucina inumidito passate ogni singolo fungo per eliminare tutti i residui di terra.
Strada n.2: con un coltellino appuntito, partendo dal sotto del cappello, verso il gambo, iniziate a pelarli. Sollevando leggermente la parte centrale e tirando lievemente verso di voi vedrete che verrà via una pellicina leggera.
Di solito preferisco il secondo metodo: mi da molte soddisfazioni perché mi piace la purezza e la perfezione della parte sotto la pellicina. Ma non tenete conto delle mie idee strambe: ho una passione infinita per questi funghi coltivati in serie :)
Per noi italiani è semplicemente settembre. Un nuovo inizio, il rientro dalle vacanze, le giornate che diventano più fresche, il cielo è azzurro, al parco si sta ancora bene.
E come a scuola ci sono i libri “nuovi”, comprati quest’estate. Tra questi the hummingbird bakery cookbook(volutamente in minuscolo per rispettare le loro scelte editoriali) dal quale è tratta questa ricetta, per una volta modificata solo nelle dosi: tutte dimezzate.
E si riaccende il forno.
Ingredienti
135 g di burro a temperatura ambiente
80 g di zucchero
80 g di zucchero di canna (ho usato la vergeoise brune*, ma quello di canna va benissimo)
1 uovo
Qualche goccio di estratto di vaniglia
240 g di farina
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
3 pizzichi di cannella in polvere
55 g di fiocchi d’avena
110 g di uvette
Per 30 biscotti del diametro di 6 centimetri
Per questa ricetta serve una frusta elettrica o un gran avambraccio. La frusta elettrica può essere quella dell’impastatore, del robot o anche del robot a immersione. Non ho provato a lavorare l’impasto con il cucchiaio di legno: a naso, dovrebbero venire comunque, ma se li fate e poi non vengono non è colpa mia :)
Accendere il forno a 180° C.
Montare il burro e i due tipi di zucchero con la frusta elettrica fino a che non diventeranno ariosi.
Aggiungere l’uovo continuando a montare.
Aggiungere la vaniglia.
In una ciotola a parte mescolare farina, sale, bicarbonato di sodio e cannella. Aggiungere all’impasto, sempre sbattendo con le fruste elettrice.
Aggiungere anche i fiocchi di avena e continuare a montare il composto.
A questo punto potete passare al cucchiaio di legno e aggiungere le uvette, amalgamandole.
Mettete un foglio di carta da forno su una teglia. Aiutandosi con due cucchiai, fare dei mucchietti di impasto. Il mucchietto dovrebbe stare circa in metà cucchiaio.
Appiattire leggermente ogni mucchietto con il dorso di un cucchiaio.
Infornare i biscotti per 12-15 minuti o finché dorati.
Sfornarli e lasciarli raffreddare leggermente sulla teglia. Spostarli su una grata e lasciarli raffreddare completamente.
Conservarli in un recipiente chiuso ermeticamente.
* La vergeoise brune, per chi non legge il francese, è un tipo di zucchero marrone scuro, ottenuto dallo sciroppo di barbabietola. Ha una consistenza molto morbida, bagnata, ed è estremamente profumato, dal gusto quasi caramellato.
In realtà anche à la mode de Nigella Lawson. Solo per dire che non verranno brownies dalla consistenza di brownies, ma più di cioccolatini/tartufi. Il che non guasta, non c’è che dire :)
Preriscaldate il forno a 180° C. Ricoprite la teglia con la carta forno.
Sciogliete il cioccolato e il burro insieme, a bagnomaria o al microonde (scopri come!).
In una ciotola, sbattere le uova e lo zucchero.
In un’altra ciotola, mescolare la farina, il cacao e il sale.
Quando il cioccolato e il burro sono pronti, lasciarli raffreddare leggermente.
Unite il composto di cioccolato e burro alle uova, mescolando bene.
Unite anche la farina e il cacao e mescolate con cura.
Aggiungete le nocciole.
Versate il tutto nella teglia e infornate per 20 minuti.
Estraete la teglia dal forno e lasciate raffreddare i brownies.
Tagliateli a quadratini e lasciateli riposare una notte in frigorifero (trattenetevi, mi raccomando! Il giorno dopo saranno migliori!).
Come sciogliere il cioccolato al microonde?
Mettete il cioccolato in una ciotola che vada al microonde (di ceramica o di vetro). Posizionate la potenza del microonde a metà e iniziate per 1 minuto. Date una girata al cioccolato, e andate avanti un altro minuto. Girate, ancora 1 minuto e così via finché non sarà completamente sciolto.
Come sciogliere il cioccolato a bagnomaria?
In pentolino capiente versare un fondo di acqua. Adagiarvi una ciotola in modo che non tocchi il fondo del pentolino, ma tocchi l’acqua. Mettere ella ciotola il cioccolato. Accender eil foco sotto il pentolino e iniziare a girare il cioccolato, stando attenti a non far bollire l’acqua.
Ricordo ancora un lungo periodo in terra inglese, nel 1999 o 2000, privata completamente della gioia dei finocchi: erano impossibili da trovare! Non esistevano né al supermercato né al mercato.
E così, una volta tornata in patria, non feci altro che mangiare finocchi per mesi.
Arrivando a farli anche al forno con poco olio, limone, sale e pepe, niente più.
Una ricetta semplice e veloce, alla portata di tutti. Ma soprattutto, spesso piacciono anche a chi detesta i finocchi :) .
Ingredienti
1 finocchio a persona
Per ogni finocchio:
1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
Il succo di mezzo limone
Sale e pepe
Per 1 persona, come contorno (moltiplicare le dosi in base alle persone)
Accendere il forno a 180° C.
Tagliare i finocchi il più finemente possibile.
Disporli in un solo strato su una teglia ricoperta di carta da forno.
Irrorarli con olio e succo di limone. Salarli e peparli.
Cuocerli in forno per 15- 20 minuti o finché iniziano a dorarsi.
Le shortcake sono un tipico dolce americano, un po’ come gli scones inglesi, ma, se possibile, ancora più semplici e facili da realizzare.
Così semplici che sono perfetti da preparare freschi e caldi per la colazione della mattina di Natale. Vi basterà accendere il forno, mettere tutti gli ingredienti nel robot, impastarli, stendere con le mani un cerchio alto 1 centimetro e tagliare 10 shortcake con un bicchiere. E se siete particolarmente pigri, potere addirittura cuocere un tortone unico, che dividerete poi a spicchi, per tagliarli a metà e riempirli di marmellata e perché no, burro o panna montata ;)
Ingredienti
45 g di cocco, grattugiato
225 g di farina
300 ml di yogurt bianco
50 g di uvette
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
Per 10 shortcake
Accendete il forno a 200° C.
Mettete tutti gli ingredienti in un robot munito di pale per impastare. Impastate per qualche secondo.
Rovesciate il tutto su un piano infarinato e formate un cerchio spesso 1 centimetro.
Tagliate con un bicchiere 10 cerchi del diametro di 6-7 centimetri.
Metteteli su una teglia ricoperta di carta da forno e infornateli per 15-20 minuti o finché dorati.
Sfornateli e metteteli su una gratella. Gustateli ancora caldi, spalmando in mezzo della marmellata.
La ricetta originale è tratta da Jamie Magazine, issue 6, Oct/Nov 09, ma l’ho rimaneggiata alquanto :)
Non amo i cachi. O meglio, non mi verrebbe mai in mente né di comprarli, né di mangiarli, né di sceglierli… Pur trovandoli belli, lì, appesi agli alberi, soli soletti, senza nemmeno le foglie, in frigorifero non ce li voglio e tanto meno a tavola…
Premessa doverosa, visto la ricetta.
Essendo ormai completamente dipendente dalle consegne di BioExpress per frutta e verdura, la scorsa settimana mi sono ritrovata i cachi nella cesta. Non considerandoli proprio, mi ero anche dimenticata di farli togliere dalle consegne: perché mai delle persone sani di mente dovrebbero mangiare cachi???
Non buttando via nulla, ormai nemmeno i gambi dei broccoli (ci faccio la zuppa), mi sono dovuta ingegnare.
Con un mash-up di varie ricette trovate su un sito, sono arrivata ad averne una che soddisfacesse l’utilizzo di tutti i cachi presenti in casa (4) e che mi permettesse di realizzarla senza dover uscire a comprare altri ingredienti.
E devo dire che i cachi, sotto questa forma, sono riuscita ad assaggiarli…
Ingredienti
La polpa di 4 cachi, schiacciata grossolanamente con 1 forchetta
115 g di burro
150g di zucchero
1 uovo
1 cucchiaino raso di bicarbonato di sodio
180 g di farina
100 g di noci
100 g di uvette
1 pizzico di sale
1 cucchiaino bombato di cannella
Per 30 biscotti circa
Preriscaldare il forno a 180° C.
Nel robot, con le pale per impastare, amalgamare la polpa dei cachi, bicarbonato, zucchero e burro.
Aggiungere l’uovo, la farina, il sale, la cannella e in ultimo noci e uvette.
Amalgamare bene tutto.
Stendere della carta forno su una teglia.
Con l’aiuto di due cucchiai, prendere delle cucchiaiate di composto e adagiarle sulla carta forno, in mucchietti più o meno tondi e bombati.
Informare per 15 minuti o finché dorati.
Lasciarli raffreddare.
Nota
Questi biscotti non si mantengono in eterno, per via dell’umidità rilasciata dai cachi: potete conservarli per qualche giorno in una scatola di latta.
Potete sostituire la polpa dei cachi con quella di una zucca piccola.