La caprese è una torta semplice, con pochi ingredienti, di esecuzione relativamente semplice. E grassa e da lì non si scappa! Ma è una torta al cioccolato, perciò se non fosse grassa ci sarebbe qualche problema :)
Ingredienti
200 g di farina di mandorle
150 g di zucchero
150 g di burro a temperatura ambiente e morbido
125 g di cioccolato al 70% di cacao
3 uova
Un pizzico di sale
Per 6 persone
Preriscaldate il forno a 180° C. Imburrate o ricoprite di carta da forno una teglia di 20 centimetri di diametro.
In un mixer, con la frusta, sbattete lo zucchero con il burro morbido. Aggiungete la farina di mandorle, un pizzico di sale e infine il cioccolato sciolto.
Dividete i tuorli dagli albumi.
Aggiungete i tuorli uno a uno al composto di burro e cioccolato. Mescolate bene.
Trasferite tutto nella teglia e cuocete in forno caldo per 40 minuti: la torta dovrò risultare ancora un po’ morbida al centro.
Lasciatela raffreddare, toglietela dalla taglia e se vi va cospargetela di zucchero a velo.
Come sciogliere il cioccolato al microonde?
Mettete il cioccolato in una ciotola che vada al microonde (di ceramica o di vetro). Posizionate la potenza del microonde a metà e iniziate per 1 minuto. Date una girata al cioccolato, e andate avanti un altro minuto. Girate, ancora 1 minuto e così via finché non sarà completamente sciolto.
Come sciogliere il cioccolato a bagnomaria?
In pentolino capiente versare un fondo di acqua. Adagiarvi una ciotola in modo che non tocchi il fondo del pentolino, ma tocchi l’acqua. Mettere nella ciotola il cioccolato. Accendere il fuoco sotto il pentolino e iniziare a girare il cioccolato, stando attenti a non far bollire l’acqua.
O Turtei, come li chiamava mia nonna quando li faceva quando ero piccola.
Lei non usava la bilancia, ma andava ad occhio. Purtroppo non cucinava già più quando ho iniziato ad interessarmi a fuochi e pentole.
Ma per fortuna su Il Grande libro dei Dolci di Gianna Brocato, che per certo versi è un po’ datato, ma per altri risulta molto utile, ho ritrovato la ricetta dei tortelli dell’Oltrepò che è risultata molto simile a quella di mia nonna.
Ingredienti
250 g di farina
20 g di zucchero
12 cucchiai di latte
1 uovo
2 cucchiaini di lievito per dolci
La scorza grattugiata di mezzo limone
Un pizzico di sale
1 lt di olio per friggere
Zucchero a velo
Per 12-15 tortelli, sufficienti per una merenda per 3-4 persone
In pentola dai bordi alti, mettere a scaldare l’olio a fiamma bassa: dovrà essere caldo ma non bollente. Se l’olio sarà troppo caldo i tortelli coloreranno troppo in fretta, senza che cuociano al centro.
In una ciotola capiente, sbattere con una frusta farina, zucchero, latte, uovo, lievito, la scorza del limone e un pizzico di sale. Sbattere fino a ottenere un composto perfettamente liscio e senza grumi. Dovrà avere la consistenza di una pastella spessa.
Quando l’olio sarà caldo, friggere il composto a cucchiaiate fino a quando diventerà ben dorato.
Estraete i tortelli con una schiumarola, fateli perdere il poco olio rimasto su un piatto coperto di carta assorbente.
Trasferiteli su un piatto e spolverizzateli con dello zucchero a velo. Servite subito.
Sì, è veramente la cheesecake più facile del mondo! E non deve nemmeno cuocere per 3 ore in forno!
E stavo anche per non pubblicarla, perché la ricetta originale che ho seguito la prima volta che l’ho fatta, direttamente da Delizie di latte (un libro che avevo comprato per ovviare il mio eterno problema con latte o yogurt che stanno per scadere e non so cosa farne!) prevedeva molti ingredienti non presenti nei supermercati italiani: fromage blanc, speculos…
E invece l’ho provata con la ricotta e dei biscotti diversi: è comunque stupenda e semplicissima!
Ingredienti
250 g di biscotti secchi tipo petit beurre (se volte essere parche) o digestive
60 g di burro fuso
500 g di ricotta
200 g di yogurt greco (non quello light o 0% grassi, mi raccomando)
5 cucchiai di zucchero di canna
2 sacchettini di zucchero vanigliato
1 pizzico di sale
3 uova
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
Per 6- 8 persone in una teglia di 24 centimetri di diametro con fondo amovibile
Frullate i biscotti finché non saranno una polvere fine.
Mescolateli con il burro.
Ricoprite il fondo della teglia con la carta forno e trasferite i biscotti cercando di formare uno strato omogeneo e compatto, schiacciandoli con la mano, il fondo di un cucchiaio o il pestacarne (dalla parte liscia ovviamente!).
Lasciate riposare in frigorifero.
Riscaldate il forno a 150° C.
Nel robot sbattete la ricotta e lo yogurt.
Aggiungete lo zucchero, lo zucchero vanigliato e un pizzico di sale senza fermare il robot.
Aggiungete le uova, una alla volta senza fermare il robot.
Aggiungete lo sciroppo d’acero senza fermare il robot.
Versate il tutto sopra i biscotti.
Cuocete nel forno caldo per 35 minuti. La superficie dovrà risultare leggermente dorata.
Togliete dal forno e lasciate riposare per 5 minuti. Passate la lama di un coltello tra la torta e il bordo della tortiera. Lasciate raffreddare completamente.
Fate riposare la cheesecake per almeno un’ora in frigorifero prima di servirla.
Semplice ma non veloce, non per preparazione ma per la cottura molto lunga che richiede.
Spesso trovare la pancetta fresca di maiale, in un pezzo intero, senza ossa è difficile in Italia (o per lo meno al nord), ma se la ordinate non penso che il macellaio vi dica di no! In fin dei conti del maiale non si butta via niente!
Ingredienti
1 stelo di citronella fresca (se non la trovate pazienza, ma nei negozi di specialità orientali dovrebbe esserci)
2 pizzichi di cinque spezie (misto di spezie cinese, formato da anice stellato, pepe di Sichuan, chiodi di garofano, cannella, semi di finocchio)
4 spicchi di aglio
2 centimetri di zenzero fresco, sbucciato
1 peperoncino rosso fresco, senza picciolo e semini
1 cucchiaino di sale grosso
200 ml di birra o sidro
1,5- 2 kg di pancetta di maiale (vedi intro)
Per 4 persone
Accendete il forno a 150° C.
Incidete la cotenna con un coltello appuntito, a croce, stando attenti a non incidere la carne.
Adagiate la pancetta in una teglia non troppo capiente, giusta per contenere la pancetta.
Frullate tutti gli ingredienti tranne la birra (o il sidro) e la pancetta.
Versateli sopra alla pancetta e frizionate su tutta la superficie.
Versate in sidro a lato della pancetta, cercando di non bagnarla.
Cuocete la pancetta per almeno 3 ore, alzando la temperatura del foro a 180° C nell’ultima mezzora.
Dopo anni e anni che leggendo una ricetta arrivavo a buttermilk e l’abbandonavo per evidente penuria dell’ingrediente sul territorio italiano, finalmente vivo in una parte dell’Europa dove posso comprare il buttermilk!
E così ho potuto fare questi favolosi scones di Joy the Baker con la sola variante (questa volta) delle nocciole al posto delle mandorle.
Ingredienti
300 g di farina
2 cucchiai di zucchero di canna
1 bustina di lievito per dolci
2 pizzichi di sale
75 g di burro freddo, tagliato a cubetti
1 uovo
180 ml di buttermilk (o latticello)
25 g di cocco gratuggiato
100 g di nocciole (o mandorle) a filetti
100 g di gocce di cioccolato
Per 12 scones
Riscaldare il forno a 180° C.
Nel mixer mettete farina, zucchero, lievito, sale, burro, uovo, buttermilk e cocco. Frullate fino a ottenere un impasto omogeneo.
Spolverizzate il piano di lavoro con poca farina. Trasferite l’impasto e copritelo con le nocciole e le gocce di cioccolato.
Impastate poco e velocemente incorporando nocciole e cioccolato.
Con le mani appiattite l’impasto fino a 2 centimetri di spessore.
Con un bicchiere infarinato tagliate dei cerchi d’impasto.
Trasferite i vostri cerchi su una teglia coperta di carta da forno.
Infornate e cuocete per 15-18 minuti o finche leggermente dorati.
Per festeggiare l’inverno che sta finendo (e per facilitarmi la vita: lo metto su e cuoce da solo), uno stufato saporito ispirato da una ricetta di Jamie Oliver.
Lo tzazichi è una crema dai sapori estremamente soavi. Le sue origini sono sia greche, sia turche, sia armene.
È una salsa molto versatile, semplice e veloce da realizzare, che può essere usata come antipasto, accompagnato da della pitta tiepida, o come contorno di piatti di carne.
Ingredienti
500 g di yogurt greco intero
1 spicchio d’aglio (è meglio se ci sia, ma se proprio non vi piace potete toglierlo)
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaio di succo di limone
1 cetriolo
1 cucchiaino di sale
3 rametti di meta fresca
Per 5-6 persone come antipasto
Sbucciare il cetriolo. Grattugiarlo finemente e metterlo in uno scolapasta con i buchi piccoli insieme al sale.
Scolare lo yogurt dall’acqua che si accumula sopra il coperchietto di carta. Trasferirlo in una ciotola.
Tritare grossolanamente con il coltello la menta. Aggiungerla allo yogurt.
Grattugiare finemente lo spicchio d’aglio. Aggiungerlo allo yogurt.
Scolare e strizzare molto bene il cetriolo. Aggiungerlo allo yogurt.
Aggiungere allo yogurt anche l’olio e il succo di limone e mescolare tutto bene.
Lasciarlo riposare per due o tre ore in frigorifero. Toglierlo dal frigorifero 30 minuti prima di servirlo.
Una delle preparazioni più semplici e che danno più soddisfazioni che ci siano, fatta con ingredienti che abbiamo sempre in casa, come lievito, acqua, farina, poco zucchero e sale e un cucchiaio di olio.
La pasta per la pizza è uno di quei piaceri base, dove un semplice impasto che si vede lievitare piano piano, che stendiamo, che rilasciamo lievitare e che poi inforniamo, ci da quella sensazione di coccola, per noi stessi e i nostri cari, ineguagliabile…
La ricetta di base
500 g di farina (vedi sotto)
12,5 g di lievito di birra fresco, o 3,5 g di lievito di birra liofilizzato
2 cucchiaini di zucchero
280-300 ml di acqua tiepida (vedi sotto)
1 cucchiaino colmo di sale
1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva + altro per le teglie
In una ciotola molto capiente, sbriciolare il lievito di birra fresco e aggiungere lo zucchero (indispensabile per riattivare il lievito). Versare sopra l’acqua tiepida e diluire il lievito con l’aiuto di una forchetta. Lasciate riposare 10 minuti. Se avete fatto tutto giusto, dopo 10 minuti appariranno in superficie dele microbollicine.
Se usate il lievito di birra liofilizzato, mettete tutti gli ingredienti insieme, saltando il punto 1.
Aggiungete il resto degli ingredienti e iniziate a impastare con le vostre manine, dandoci di gomito (vedi sotto).
Mettetelo in una ciotola, coprite la ciotola con uno strofinaccio bagnato, e lasciate lievitare l’impasto il doppio del suo volume (vedi sotto).
A me piace farlo lievitare 2 volte, perciò una volta che l’impasto è raddoppiato, gli do un pugno (sempre pensando a qualcuno di antipatico), la reimpasto velocemente e la rilascio lievitare.
Una volta lievitata, ungere con l’olio una o più teglie e stendere l’impasto fino a occupare la maggior parte della superficie della teglia, lasciando 1 centimetro dal bordo. Lasciare nuovamente lievitare.
Accendere il forno a 220° C o comunque al massimo del vostro forno.
Una volta lievitate nuovamente, farcire la vostra pizza come preferite. L’unico consiglio che mi sento di darvi è di aggiungere la mozzarella dopo 5 minuti di cottura, in modo che non faccia la crosticina, ma si sciolga e basta.
Cuocere pe run totale di 10-15 minuti, a seconda dello spessore della pasta e del peso della farcitura. Della farcitura parleremo altrove.
Ma ci potrebbero essere delle insidie, specie per chi è alle prime armi. Analizziamo ogni sua parte.
La farina
Farina 00 o mista farina 0 o con l’aggiunta di manitoba, o mista di grano duro e 00. La scelta della farina incide molto sul risultato finale e sulla sua realizzazione. La farina 00 ha bisogno di meno acqua di un misto di manitoba e/o grano duro. Qual è il mix migliore? Dipende. Di solito uso 400 g di farina 00 e 100 g di manitoba, ma se avete difficoltà a trovare la manitoba (che altro non è che una farina molto glutinosa e che perciò aiuta e facilita la lievitazione), potete anche usare 500 g di farina 00. Non spaventatevi se con queste dosi la farina che state usando ha assorbito tutta l’acqua o non l’ha assorbita tutta: aggiungete, in caso di pasta troppo secca un cucchiaio di acqua alla volta, e, in caso di pasta troppo bagnata, un cucchiaio di farina alla volta. Fate amalgamare l’aggiunta impastando con forza prima di aggiungerne altra.
Il lievito
Meglio il lievito di birra fresco, ma in caso di necessità anche quello liofilizzato. La mia amica Ci_polla, grande esperta di panificazione vi direbbe nulla se non la pasta madre. Ma dopo che ho avuto il frigo invaso per mesi, tengo sempre mezzo panetto di lievito di birra fresco in freezer. Il lievito di birra fresco è un po’ più complicato da gestire di quello liofilizzato: può morire se l’acqua è troppo calda oppure non riattivarsi se l’acqua è troppo fredda. Quello liofilizzato ce la fa sempre! Qualsiasi altro tipo di lievito è da evitare!
L’acqua
Bisognerebbe fare un discorso sulla durezza dell’acqua, ma entriamo in un campo minato. In realtà è meglio concentrarsi sulla sua temperatura. L’acqua che si usa per diluire il lievito di birra fresco e conseguentemente per impastare non deve essere fredda o calda, ma tiepida tendente al caldino. Ovvero, fare scorrere un po’ l’acqua calda e quando inizia a diventare tiepida la mettete in un bicchiere e la aggiungete alla ciotola con il lievito sbriciolato e lo zucchero.
La lavorazione
L’impasto perfetto è liscio, morbido e non attacca né alle mani né al piano di lavoro. Dovrete faticare quando impastate (ed è per questo che io amo il mio impastatore), ma ne varrà la pena. Quando è tutto amalgamato (e non abbiate paura ad aggiungere altra farina se l’impasto si attacca alle mani o latra acqua in caso l’impasto sia troppo duro), iniziate a batterlo vigorosamente sul tavolo (magari pensando a qualcuno che vi sta particolarmente antipatico!) e continuate a impastarlo ancora per qualche minuto.
La lievitazione
È sicuramente la parte più delicata di tutto il processo. Lontana da spifferi e aria fredda, la lievitazione deve essere fatta sotto uno strofinaccio umido. Se avete fretta potete mettere la ciotola con la pasta a lievitare vicino a un calorifero in inverno. D’estate lievita velocemente da sola. Se le ore di lievitazione (parliamo di minimo 2, massimo infinito) vi sembrano tante, non dimenticate che potete preparare la pasta prima di andare al lavoro o dopo pranzo nel fine settimana per gustarla la sera. Tanto, in fin dei conti, lievita da sola, non serve stare lì a guardarla :) . E più lievita più è buona!
Di quiche se ne è già parlato: sono un must della bella figura, difficile sbagliarle, fintamente raffinate per via del nome francese. Se volgiamo strafare, questa sarebbe una quiche aux champignons de Paris et lardons ;)
Per 6 persone come antipasto, per 4 persone come piatto principale (servito magari con un’insalata, come farebbero in Francia)
Accendere il forno a 180° C
Pulire gli champignon (scopri come!) e tagliarli a fettine non troppo sottili.
Rosolare la pancetta in una padella calda. Quando inizia a rilasciare il suo grasso, aggiungere gli champignon a fettine.
Cuocere gli champignon a fuoco alto, per evitare che cuociano nel loro stesso liquido, bollendo. Quando saranno ben dorati e avranno perso parte della loro acqua (circa 10 minuti) saranno pronti.
Trasferire champignon e pancetta in una teglia ricoperta di pasta sfoglia o pasta brisé.
Ricoprirli con l’hemmental.
Sbattere le uova con il latte, il sale e il pepe e versare il composto sopra al resto.
Infornare per 30 minuti o finché dorato.
Sfornare e lasciare raffreddare leggermente prima di servire: è buona anche fredda.
Inizia il lavoro duro: per pulire gli champignon avete due strade. Per tutte e due le strade una cosa è sicura: tenete solo una parte del gambo: la parte terrosa va in questo caso gettata (cosa che non succede con i porcini: troppo preziosa!)
Strada n.1: con un pezzo di carta da cucina inumidito passate ogni singolo fungo per eliminare tutti i residui di terra.
Strada n.2: con un coltellino appuntito, partendo dal sotto del cappello, verso il gambo, iniziate a pelarli. Sollevando leggermente la parte centrale e tirando lievemente verso di voi vedrete che verrà via una pellicina leggera.
Di solito preferisco il secondo metodo: mi da molte soddisfazioni perché mi piace la purezza e la perfezione della parte sotto la pellicina. Ma non tenete conto delle mie idee strambe: ho una passione infinita per questi funghi coltivati in serie :)