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Posts tagged ‘francia’

La Francia: apprezzarla nelle piccole cose

Window, Alsace

Il pointu (una specie di baguette ma appuntita) caldo dal panettiere del paese.

I coltivatori del paese vicino che vendono i loro prodotti al mercato.

I formaggi dell’affinatore di Ferette.

Il lattaio che ti porta personalmente il latte fresco delle sue mucche (e costa un terzo di quello insipido che compravo a Milano).

Il fromage blanc. Specie se nella variante alsaziana, con una punta di crème fraiche.

Polli e anatre allevate à la ferme e dal sapore vero, puro, genuino.

L’accento degli alsaziani, così forte ma così chiaro.

Il rispetto per i bambini.

Le mirabelles! Due settimane per gustarle, una vita per amarle!

La farina del mulino fatta solo con grano alsaziano e macinata a 10 chilometri da casa.

Guardare il mondo con un pastis seduti al bar,  o su una panchina vicino al golf.

 

 

 

I classici francesi

Aigues-Mortes

“Uh, i francesi e la loro cucina: grassa, snob, mini porzioni, insopportabile…”

No, mi dispiace contraddirvi, ma decisamente no, non è così!

È vero che come diceva Julia Child (sempre sia lodata), la cucina francese ha 3 ingredienti fondamentali: burro, burro e burro.

Chateau Clement, petit dejeuner

Ed è anche vero che negli anni ’80 proprio i francesi hanno esportato in tutto il mondo una cucina fatta di mini porzioni pretenziose.

Ma la cucina francese è anche altro.

La cucina francese è ancora oggi quella che esplorò in tutti i suoi anfratti proprio Julia Child negli anni ’50. Burro, vero, ma anche cotture perfette, adattate ad ogni tipo di carne o selvaggina o verdura o pesce. Dolci sopraffini al cui cospetto le nostre tristi torte lievitate sembrano grigie e poco allettanti.

Ricca, di certo: i francesi amano mangiare e vivere bene, ancora più di noi italiani. Amano stare a tavola delle ore a ridere e scherzare davanti a cibo, vino, pane e formaggio.

Difficile? No. I francesi hanno inventato le basi delle preparazioni che usiamo in tutte le cucine del mondo occidentale (per l’oriente ci hanno pensato cinesi e qualcosina anche i giapponesi).

Adorano i loro prodotti e gli ingredienti di qualità.

Adorano la tradizione, ma non disdegnano un po’ di novità.

Non si spaventano davanti all’”etnico”, forse perché ancora fortemente legati alle ex-colonie e ai territori d’oltre mare.

Chez le fromager de Saint-Affrique

“Ok, ma da che pulpito, tu, italiana, ti metti a insegnare a noi qualcosa sulla Francia?”

Da nessun pulpito, per carità!

Ma semplicemente grazie al fatto che passo in Francia minimo 3 settimane l’anno, l’ho girata in lungo e in largo (soprattutto i suoi vigneti e i suoi produttori di vino! E ci manca ancora tanto da vedere) e ho sposato un francese che, guarda caso, non è cresciuto a Parigi, dove è nato, ma a 10 chilometri da dove producono uno dei migliori formaggi al mondo, il Roquefort. E grazie anche al fatto che ho avuto la fortuna di mangiare a casa dei miei suoceri, di amici e anche in molti ristoranti, dai Routard ai bordi delle statali, agli stellati Michelin, ai buffet vietnamiti.

Vorrei però tranquillizzarvi: è 15 anni che cerco in tutti i modi di far apprezzare l’Italia e la sua cucina, oltre ai suoi prodotti, alla parte francese della famiglia… Lotta durissima, ma qualcosa sono riuscita a fare!

Assisterete perciò a una serie di ricette dedicate ai classici della cucina francese, come alcuni dolci che anche un bambino potrebbe realizzare, stufati straordinari e tante altre ricette che vi stupiranno per la loro disarmante semplicità inversamente proporzionale all’incredibile risultato che otterrete!

Poi, nessuno discute che i francesi non siano in grado di cuocere un piatto di pasta o di fare la pizza, ma sono capaci di molte, molte e molte altre cose :)

Se volete scoprire di più sui paesaggi francesi, come quello qui sotto, potete addentrarvi negli svariati set dedicati alla Francia sul mio account Flickr :)

St-jean-pied-de-port.jpg

Qualche giorno a Parigi

Paris

Parigi val bene una messa, un convegno, una notte, un’ora, due giorni.

Parigi vale in metropolitana, a piedi e sugli autobus.

Parigi vale per i mercatini, i negozi chic e le boutique di quartiere.

Parigi vale per una baguette, un pranzo pantagruelico o una zuppa cinese fumante.

Parigi vale, sempre e comunque :).

Dando per scontato che per certe cose ci sono le guide tradizionali, e che è assolutamente inutile raccontarvi di quanto siano belli il Louvre, il Musée d’Orsai o la vista da Montmartre o dalla Tour Eiffel, andiamo al dunque, ovvero quello che faccio a Parigi ogni volta che ho la fortuna di passarci per uno e due giorni (meglio 2).

Dall’ultima volta che ci siamo andati e su consiglio di una cara amica, abbiamo finalmente trovato un albergo che ci soddisfa, che online ha delle offerte interessantissime:

Hotel Le Royal, 212, Boulevard Raspail, Metrò Vavin

Non vale la pena fare colazione in albergo (a prezzi proibitivi): due numeri più in là, sempre su Boulevard Raspail verso Boulevard Montparnasse, c’è Le Broc, un caffè che fa colazioni a partire da 3.50 € (caffè, succo d’arancia e baguette già imburrata con marmellata a parte).

Boulvard Montparnasse è tutto da scoprire: prendete il tempo di farlo a piedi, sia verso la stazione di Montparnasse sia verso Port Royal: è pur sempre la Rive Gauche :).

Un’altra bella passeggiata è da Vavin a Sèvres Babylone, passando per Rue Vavin e Rue d’Assas, costeggiando anche parte del Jardin du Luxebourg: belle vie, parigine, borghesi, ma sempre parigine e il bourgeois a Parigi va bene :).

A Sèvres Babylone c’è IL negozio, tipo Rinascente o Harrods: grandi firme, firme più piccole, primariamente francesi, ma anche inglesi o giapponesi:

Le Bon Marchè Rive Gauche, 24, Rue de Sèvres

e di fianco IL tempio, dove si può trovare di tutto, dal caffè vietnamita “digerito” dalle faine (eh!) al sale himalaiano, a bon bon di ogni tipo:

La Grande Epicerie de Paris, 38, Rue de Sèvres

Da lì, sempre a piedi, e continuando su Rue de Sèvres, direzione Mabillon, si arriva al favoloso incrocio delle meraviglie, tra Rue de Four e Rue Bonaparte. E lì, mano al portafogli!

Parapharmacie, Rue du Four, angolo Rue Bonaparte

Anche se c’è la fila alle casse, non è un supermercato, no no: è una farmacia che vende creme e cosmetici di marca a prezzi incredibilmente bassi, con risparmi anche fino al 50% in confronto all’Italia.

Paris

Poco lontano, in Rue Bonaparte, direzione St. Suplice, la migliore pasticceria DEL MONDO:

Pierre Hermé, 72, Rue Bonaparte

(che trovatre anche in 185, Rue de Vaurigard)

Di sabato tende ad esserci la coda fuori, ma vi assicuro che ne vale la pena sotto OGNI punto di vista! Ovviamente è tutto buono, ma vi consiglio vivamente di assaggiare la creazione del mese,  il 2000 feuilles, il Plaisir sucré (il mio preferito) e non potete uscire senza aver assaggiato i Macarons (il mio preferito rimarrà per sempre quello al caramello di burro salato: una delizia). Mentre aspettate pazientemente in coda, godetevi fino in fondo la sensazione di essere non solo davanti a uno dei più grandi geni della pasticceria viventi, ma anche il fatto di essere stato in grado di trasformare una “semplice” pasticceria in un tempio di gentilezza e delizie: non vedrete mai nessun commesso trattare male o con sufficienza qualcuno, ma saranno sempre sorridenti e pronti a sorridervi.

Lasciando la Rive Gauche, mi piace spingermi in quelle che un tempo erano le piriferie malfamate di Parigi, le mie preferite :).

La Goutte d’Or, metrò Barbes (e poi verso nord)

Il quartiere africano di Parigi, dove mangiare cous cous spaziali a prezzi irrisori in posti spartani, con le teste di pecora che girano sul girarrosto, ma che valgono assolutamente la pena!

Avenue d’Ivry, metrò Tolbiac

Il quartiere asiatico di Parigi, dove mangiare vietnamita, cinese, thailandese. Ci sono ovunque favolosi ristoranti Vietnamiti (vi consiglio le zuppe), oltre che negozi cinesi con ogni ben di dio, non solo cibo, ma anche porcellane e vestiti.

E proprio qui c’è il mio negozio di tè preferito: o li compro qui o online da Adagio:

L’Empire des Thés, 101, Avenue d’Ivry, metrò Tolbiac

Sempre su Avnue d’Ivry c’è il negozio del più importante importatore asiatico d’Europa:quelle che vedrete nei 3 piani su cui si dipana il negozio è incredibile, e unico in Europa: frutta, verdura, tagli di carne, pesci, crostacei, scatolame, porcellane, vestiti… Nulla è europeo!

Tang Frères, 48, Avenue d’Ivry

Uno dei miei quartieri preferiti, dove, se potessi permettermelo, andrei a vivere è

Pigalle, metrò Pigalle

Ho la fortuna che una cara amica vive lì e ogni volta me ne fa scoprire un pezzettino diverso. Pur con il pullulare di bar e locali a luci rosse, non abbiamo mai avuto problemi a girarci la sera da sole. Girare per Pigalle è stupendo, ma ci sono tre vie che vale la pena di fare:

Avenue Junot e Villa Léandre

Rue des Martyrs (meglio di giorno perché ci sono i negozi aperti)

Ma non dimentichiamoci il centro di Parigi: Les Halles, il Marais, la zona dell’Operà :).

Rue Vielle du Temple, Rue des Rosiers e le stradine circostanti, metrò St Paul

Fanno parte del Marais e più precisamente del quartiere ebraico di Parigi: ristoranti e panetterie kosher ad ogni angolo, ma soprattutto L’As du Falafel: vi basterà seguire il profumo ;). Ma qualsiasi stradina del Marais è stupenda e perdercisi è un piacere.

Paris

I ristoranti giapponesi di Rue Sainte Anne, metrò Quatre Septembre

Il nostro preferito è Higuma, 32 bis, Rue Sainte Anne: lo riconoscerete per i vetri appannati dietro i quali vedrete 4-5 cuochi giapponesi che cucinano con i wok a vista dei clienti. E’ sempre pieno, sono un po’ scortesi, ma vale la pena aspettare e farsi trattare male: fanno uno yakisoba con salsa speciale da resuscitare i morti.
E visto che non siete lontani, perché negarsi un giretto da Ladurée, al negozio della Maille (senape) e da Fauchon (mega gastronomia chic), tutto in Place de La Madeleine.

Les Halles e lo shopping, metrò Les Halles/Châtelet

Ma non al centro commerciale di Les Halles, no no: nelle vie intorno :)

E qui, peggio che alla Parapharmacie! Prima di tutto Agnes B (senza dimenticarsi di dare un occhio al soppalco dove nascondono i capi in saldo), ma poi tutta Rue Etienne Marcel e limitrofe, che pullulano di outlet e nomi peculiarmente francesi.

La parte migliore di tutta la zona sono i negozi di cucina per professionisti:

Dehillerin, 18 et 20, Rue Coquillière angolo 61, Rue JJ Rousseau: pentole, cerchi per torte, tutto per cucinare.

Mora, 13, Rue Montmartre: coloranti e attrezzi e decori per la pasticceria

La Bovida, 36, Rue Montmartre: spezie, piatti di carta e tutto per il take away

Se andassi a Parigi per 1, 2, 3 o 4 giorni, cercherei di fare qualcuna di queste cose, esplorando nel mentre altre zone…

Se andassi a Parigi per 1, 2, 3 o 4 giorni li passerei a perdermi per qualsiasi stradina possibile, con il naso in alto, passeggiando e dimenticandomi del tempo che passa…

Se andassi a Parigi per 1, 2, 3 o 4 giorni…

Questo post è dedicato a tutti i miei amici che mi chiamano e mi chiedono: “Sara, devo andare 2, 3, 4 giorni a Parigi: mi mandi qualche indirizzo?”: risparmio una mail, risparmio qualche byte, faccio dell’ecologia geek ;)

Grazie a Sara Rosso, la mappa di tutti i luoghi segnalati in questo post

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