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Posts tagged ‘acqua’

Classici francesi: Tarte Tatin

Narra la leggenda che una delle sorele Tatin, un giorno, sovrappensiero, invece di mettere la pasta nella teglia, ci mise prima le mele. E così per non rovinare tutto, decise di appoggiare la pasta sopra le mele, cuocere la torta e poi rovesciarla!

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La pasta per la pizza

Una delle preparazioni più semplici e che danno più soddisfazioni che ci siano, fatta con ingredienti che abbiamo sempre in casa, come lievito, acqua, farina, poco zucchero e sale e un cucchiaio di olio.

La pasta per la pizza è uno di quei piaceri base, dove un semplice impasto che si vede lievitare piano piano, che stendiamo, che rilasciamo lievitare e che poi inforniamo, ci da quella sensazione di coccola, per noi stessi e i nostri cari, ineguagliabile…

La ricetta di base

500 g di farina (vedi sotto)

12,5 g di lievito di birra fresco, o 3,5 g di lievito di birra liofilizzato

2 cucchiaini di zucchero

280-300 ml di acqua tiepida (vedi sotto)

1 cucchiaino colmo di sale

1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva + altro per le teglie

  1. In una ciotola molto capiente, sbriciolare il lievito di birra fresco e aggiungere lo zucchero (indispensabile per riattivare il lievito). Versare sopra l’acqua tiepida e diluire il lievito con l’aiuto di una forchetta. Lasciate riposare 10 minuti. Se avete fatto tutto giusto, dopo 10 minuti appariranno in superficie dele microbollicine.
  2. Se usate il lievito di birra liofilizzato, mettete tutti gli ingredienti insieme, saltando il punto 1.
  3. Aggiungete il resto degli ingredienti e iniziate a impastare con le vostre manine, dandoci di gomito (vedi sotto).
  4. Mettetelo in una ciotola, coprite la ciotola con uno strofinaccio bagnato, e lasciate lievitare l’impasto il doppio del suo volume (vedi sotto).
  5. A me piace farlo lievitare 2 volte, perciò una volta che l’impasto è raddoppiato, gli do un pugno (sempre pensando a qualcuno di antipatico), la reimpasto velocemente e la rilascio lievitare.
  6. Una volta lievitata, ungere con l’olio una o più teglie e stendere l’impasto fino a occupare la maggior parte della superficie della teglia, lasciando 1 centimetro dal bordo. Lasciare nuovamente lievitare.
  7. Accendere il forno a 220° C o comunque al massimo del vostro forno.
  8. Una volta lievitate nuovamente, farcire la vostra pizza come preferite. L’unico consiglio che mi sento di darvi è di aggiungere la mozzarella dopo 5 minuti di cottura, in modo che non faccia la crosticina, ma si sciolga e basta.
  9. Cuocere pe run totale di 10-15 minuti, a seconda dello spessore della pasta e del peso della farcitura. Della farcitura parleremo altrove.

Ma ci potrebbero essere delle insidie, specie per chi è alle prime armi. Analizziamo ogni sua parte.

La farina

Farina 00 o mista farina 0 o con l’aggiunta di manitoba, o mista di grano duro e 00. La scelta della farina incide molto sul risultato finale e sulla sua realizzazione. La farina 00 ha bisogno di meno acqua di un misto di manitoba e/o grano duro. Qual è il mix migliore? Dipende. Di solito uso 400 g di farina 00 e 100 g di manitoba, ma se avete difficoltà a trovare la manitoba (che altro non è che una farina molto glutinosa e che perciò aiuta e facilita la lievitazione), potete anche usare 500 g di farina 00. Non spaventatevi se con queste dosi la farina che state usando ha assorbito tutta l’acqua o non l’ha assorbita tutta: aggiungete, in caso di pasta troppo secca un cucchiaio di acqua alla volta, e, in caso di pasta troppo bagnata, un cucchiaio di farina alla volta. Fate amalgamare l’aggiunta impastando con forza prima di aggiungerne altra.

Il lievito

Meglio il lievito di birra fresco, ma in caso di necessità anche quello liofilizzato. La mia amica Ci_polla, grande esperta di panificazione vi direbbe nulla se non la pasta madre. Ma dopo che ho avuto il frigo invaso per mesi, tengo sempre mezzo panetto di lievito di birra fresco in freezer. Il lievito di birra fresco è un po’ più complicato da gestire di quello liofilizzato: può morire se l’acqua è troppo calda oppure non riattivarsi se l’acqua è troppo fredda. Quello liofilizzato ce la fa sempre! Qualsiasi altro tipo di lievito è da evitare!

L’acqua

Bisognerebbe fare un discorso sulla durezza dell’acqua, ma entriamo in un campo minato. In realtà è meglio concentrarsi sulla sua temperatura. L’acqua che si usa per diluire il lievito di birra fresco e conseguentemente per impastare non deve essere fredda o calda, ma tiepida tendente al caldino. Ovvero, fare scorrere un po’ l’acqua calda e quando inizia a diventare tiepida la mettete in un bicchiere e la aggiungete alla ciotola con il lievito sbriciolato e lo zucchero.

La lavorazione

L’impasto perfetto è liscio, morbido e non attacca né alle mani né al piano di lavoro. Dovrete faticare  quando impastate (ed è per questo che io amo il mio impastatore), ma ne varrà la pena. Quando è tutto amalgamato (e non abbiate paura ad aggiungere altra farina se l’impasto si attacca alle mani o latra acqua in caso l’impasto sia troppo duro), iniziate a batterlo vigorosamente sul tavolo (magari pensando a qualcuno che vi sta particolarmente antipatico!) e continuate a impastarlo ancora per qualche minuto.

La lievitazione

È sicuramente la parte più delicata di tutto il processo. Lontana da spifferi e aria fredda, la lievitazione deve essere fatta sotto uno strofinaccio umido. Se avete fretta potete mettere la ciotola con la pasta a lievitare vicino a un calorifero in inverno. D’estate lievita velocemente da sola. Se le ore di lievitazione (parliamo di minimo 2, massimo infinito) vi sembrano tante, non dimenticate che potete preparare la pasta prima di andare al lavoro o dopo pranzo nel fine settimana per gustarla la sera. Tanto, in fin dei conti, lievita da sola, non serve stare lì a guardarla :) . E più lievita più è buona!

 

Les Galettes de LaPaoly

Con immenso piacere (e anche un filo di emozione) ospito una delle ricette preferite di lapaoly (spero la prima di una lunga serie), magistralmente eseguita, descritta e fotografata da lapaoly stessa.

Ma chi è lapaoly?

lapaoly, pseudonimo di una nota blogger gardesana, ha tenuto la passione per la cucina nascosta per troppo tempo. La sua lettura preferita da bambina era “Il manuale di nonna Papera”, è così che a 10 anni preparò per le amiche il primo salame di cioccolato (ed alcune sono anche sopravvissute, per dire). Cucina volentieri dolci, più per gola che per passione, ma soprattutto per trovare la scusa per invitare le amiche a casa a fare 2 chiacchiere. Prende gli uomini per la gola, ma solitamente loro riescono a divincolarsi e fuggire. Segretissima è la sua ricetta dei biscotti al burro, ricetta che le ha tramandato la nonna, quella vera, non quella di Paperopoli. Ma voci non confermate dicono sia facilmente corruttibile. Mettetela alla prova…

Quest’estate, durante il mio viaggio nel nord della Francia, mi sono letteralmente innamorata delle Galettes. Ma al punto tale che ho deciso di imparare a farle, cosa che, con mia piacevole sorpresa, è risultata anche piuttosto semplice.

Ma cosa sono le Galettes? Sono simili alle più note crepes, ma fatte con la farina di grano saraceno. Possono essere guarnite con gli ingredienti più disparati, anche se il più tradizionale è l’uovo al tegamino (“all’occhio di bue”), oppure il burro (che quello francese, ecco, slurp!). Ma andiamo per ordine, che qui non sono mica a casa mia ove è un concentrato di stupidaggini, qui siamo in un blog di cucina serio e professionale, ma non devo pensarci o mi vien l’ansia da prestazione (io che vi insegno a cucinare, chi l’avrebbe mai detto?). Basta tergiversare, cominciamo.

Ingredienti

500 gr. Farina di grano saraceno

50  gr. di Farina bianca

1 uovo

1 cucchiaino di sale

650 ml. di acqua fredda

200 ml. di latte

3 cucchiai di olio

Burro fuso q.b.

Per circa 12 galettes

Preparazione: 20 minuti

  1. Preparare l’impasto.
  2. Versare la farina in una ciotola grande, formare una fontana al centro e mettere l’uovo ed il sale. Lavorare l’impasto con un cucchiaio di legno cominciando dall’uovo e incorporando piano piano la farina. Allo stesso tempo, versare lentamente 1/2 litro di acqua fredda, sempre al centro.
  3. Con una frusta a mano o uno sbattitore elettrico a velocità ridotta mescolare alcuni minuti fino ad ottenere la consistenza di una maionese. Più sarà amalgamata più sarà leggera e si stenderà facilmente nella padella.
  4. Aggiungete la restante acqua lavorandola con un mestolo. L’impasto deve diventare molto fluido e colare dal mestolo come una crema (attenzione: non liquido).
  5. Coprire l’impasto con un panno e lasciarlo riposare da alcune ore ad una notte intera in un luogo fresco.
  6. Poco prima di utilizzarlo, mescolare nuovamente con il mestolo aggiungendo l’olio ed un po’ di latte, fino a che l’impasto ritroverà una consistenza fluida.

Cottura delle galettes

  1. Ungere la padella con un pennello intinto nel burro fuso.
  2. Metterla sul fuoco e quando la padella è molto calda, versarvi un piccolo mestolo di impasto (meglio troppo che troppo poco).
  3. Distribuite l’impasto inclinando la padella in tutti i sensi.
  4. Fate cuocere la galette un paio di minuti o fino a quando il centro non sarà più liquido, girandola di tanto in tanto con un movimento rapido.

Una volta pronte, le galettes si possono guarnire subito, oppure si possono conservare 24 ore in un panno ed al fresco, per poi riscaldarle al momento di servirle.

Nota

Tra le più note ci sono la galette al burro salato, o la galette all’uovo, sono per lo più un piatto salato, ma nulla vieta che vi possiate preparare anche una golosa… galette alla Nutella! ;)

Foto by Lapaoly

Torta salata di bietole e feta

Le torte salate sono sempre perfette come antipasto: facili, veloci e d’effetto!

Base torta salata

Ingredienti

1 dose di pasta brisée

1 cespo di bietole o coste

200 g di feta

2 uova

Per 1 torta salata di 24 centimetri di diametro, per 6 persone come antipasto

  1. Sbollentare le bietole in abbondante acqua salata per 5-7 minuti. Scolarle e lasciarle raffreddare nello scolapasta, in modo che perdano tutta l’acqua in eccesso.
  2. Accendere il forno a 180° C.
  3. Stendere la pasta brisée in una sfoglia sottile.
  4. Ricoprire una tortiera e bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta (scopri perché!).
  5. Frullare le bietole con le uova, poco sale e pepe.
  6. Versarle nel guscio di pasta brisée e sbriciolarvi sopra la feta.
  7. Infornare per 30 minuti, o finché dorato.
  8. Servire calda, tiepida o a temperatura ambiente.

Torta salata, prima di infornare

Varianti

Al posto delle bietole potete usare delle zucchine, grattugiate grosse e messe a crudo, senza sbollentarle.

Perché?

Perché bucherellare il fondo di una torta?

Per far sì che parte dell’umidità che si crea in cottura si disperda più facilmente.

Torta salata con bietole e feta

La pasta brisé

La pasta brisée, classico della cucina francese, è semplicissima, ha pochi ingredienti, e con due accorgimenti verrà sempre perfetta.

Ingredienti pasta brisée

Ingredienti

200 g di farina 00

130 g di burro, freddissimo (scopri perché!)

3 pizzichi abbondanti di sale

Acqua ghiacciata (scopri perché!)

Per una tortiera da 24 centimetri di diametro

  1. Fate una fontana con farina e sale.
  2. Tagliate a pezzetti il burro e mettetelo al centro della fontana.
  3. Impastare velocemente (scopri perché!) farina, burro e sale.
  4. Aggiungere l’acqua 1 cucchiaio alla volta, finchè non si formerà una palla omogenea di pasta.
  5. Lasciare riposare in frigorifero almeno 30 minuti prima di utilizzarla.

Pasta brisè

Nota

Le dosi possono essere moltiplicate all’infinito, tenendo sempre come proporzioni di base 65 g di burro per 100 g di farina.

Varianti

La pasta brisée può essere aromatizzata al curry, al cumino o a qualsiasi altra spezia, aggiungendo 1 cucchiaino all’impasto.

Perché

Perchè acqua e burro devono essere molto freddi?

Gli ingredienti non si devono scaldare: in questo modo mantengono intatte le loro proprietà, ritardando il più possibile lo sviluppo del glutine, che renderebbe la pasta elastica e non friabile.

Perché impastare velocemente la pasta brisée?

Perché una pasta brisée sia friabile deve essere maneggiata il meno possibile, in modo che gli ingredienti non si scaldino, mantenendo intatte le loro proprietà e ritardando il più possibile lo sviluppo del glutine, che la renderebbe elastica e non friabile.

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