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Posts tagged ‘acciughe’

Vitello tonnato

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Puristi del vitello tonnato (e puristi in genere): cambiate blog, adesso!

Avevo dell’arrosto di vitello avanzato.
E qual modo migliore di svuotare la dispensa che usare tonno, acciughe, capperi e maionese se non un bel vitello tonnato?

Non ci sono dosi: una scatola grande di tonno, qualche acciuga, un po’ di capperi e due o tre cucchiai di maionese. Frullare il tutto e servirlo con il vitello affettato sottile.

svuoltaladispensa

La pizza

Da tempo vi avevo promesso qualche idea su come farcire la pizza fatta in casa.

La semplice

Sugo di pomodoro (o anche passata direttamente dalla bottiglia o pelati in scatola)

Mozzarella

Qualche fogliolina di basilico o un pizzico di origano

La fantasiosa

Sugo di pomodoro (o anche passata direttamente dalla bottiglia o pelati in scatola)

Mozzarella

Qualsiasi cosa che vi stuzzichi in frigorifero: capperi, pomodorini secchi sott’olio, acciughe, altri formaggi, salame, prosciutto…

L’estrosa

Qui ci mette lo zampino mio marito, che in quanto francese di pizza ci capisce ben poco e se lo lasciassi fare sforneremmo improbabili pizze

Sugo di pomodoro (o anche passata direttamente dalla bottiglia o pelati in scatola)

Un uovo (no comment)

Wusterl

Salame piccante tagliato a fette spesse

Pecorino grattuggiato

Emmenthal

E chi più ne ha più ne metta!

Inutile dirvi che la mia preferita rimane la semplice, con al massimo 1 aggiunta della fantasiosa.

Alcune note

Seguite le indicazioni del post sulla pasta della pizza, ma con qualche accorgimento.

La farcitura, ad esclusione del prosciutto crudo, che va messo solo alla fine per evitare che cuocia, nella pizza casalinga dovrebbero andare sotto la mozzarella.

La mozzarella andrebbe fatta sgocciolare a temperatura ambiente il più possibile, in modo che non bagni eccessivamente la pizza. Non tagliatela troppo fine, ma abbastanza spessa in modo che non si bruci e che semplicemente fonda.

Il forno deve essere alla sua massima potenza e molto molto caldo: più caldo è più la pizza cuocerà in fretta e sarà buona.

E ricordatevi: non serve avere sangue napoletano nelle vene per fare una buona pizza a casa! Basta un po’ d’impegno e tanta buona voglia, oltre che due buone risate e un bicchiere di vino o di birra!

 

Pane ripieno

Pane ripieno

Ovvero cucinare senza accendere i fuochi. Perfetto per un picnic (evitando il punto 6, ovviamente)

Le quantità? Non ci sono: di va ad occhio e se avanza il ripieno ci potete sempre condire una pasta.

Ispirazione BBC Good Food, Luglio 2011.

Ingredienti

1 pagnotta grossa, tipo Altamura

Peperoni grigliati (del giorno prima (scopri come spellarli) o direttamente dal vasetto. Confessione: io ho usato quelli del vasetto, per una volta!)

Pomodorini

Mozzarelline

Capperi

Acciughe sott’olio

Pomodorini secchi sott’olio (questi li avevo messi via io, lo scorso settembre)

5-6 foglie di basilico

Per 4 persone (o di più: il tutto dipende dalla grandezza della pagnotta)

  1. Tritate a coltello, grossolanamente, peperoni, capperi, acciughe, pomodorini secchi e basilico.
  2. In una ciotola mescolate il tutto con i pomodorini tagliati in quarti e le mozzarelline intere.
  3. Tagliate la calotta della pagnotta. Scavate il pane togliendo più mollica possibile, ma lasciando 2 centimetri di bordo e di fondo.
  4. Riempite il pane con il composto preparato, chiudete con la calotta e avvolgetelo nella stagnola.
  5. A questo punto il pane può rimanere anche un giorno intero in frigorifero, oppure potete servirlo dopo 30 minuti di riposo, di cui almeno 15 in frigorifero.
  6. Prima di servirlo, scaldatelo per 15 minuti nel forno caldo (200° C).

Classici francesi: Pissaladière

La Pissaladière è un classico della Costa Azzurra e più precisamente di Nizza. Se date una scorsa agli ingredienti vi accorgerete che sono pochi e senza pretese, un piatto umile, da pescatori, ma così soddisfacente che non capisco come sia possibile anche solo pensare di privarsene!

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Orecchiette alla cime di rapa

Orecchiette con cime di rapa

Un classico pugliese! Un piatto semplice e veloce più di quanto si possa immaginare.

Ingredienti

500 g di orecchiette fresche

1 kg di cime di rapa

4 filetti d’acciuga

1 spicchio di aglio

Olio extra vergine d’oliva

Ricotta salata

Peperoncino

Per 4 persone

  1. Mettere a bollire una pentola capiente colma di acqua.
  2. Pulire le cime di rapa. Cercare nel marasma di gambi e foglie le infiorescenze e metterle in uno scolapasta insieme alle foglie più giovani e tenere. Per l’utilizzo degli scarti vedi nota. Lavarle molto bene.
  3. In una capiente padella antiaderente, scaldare 2 cucchiai di olio. Aggiungere l’aglio sbucciato e schiacciato e i filetti di acciuga. Lasciar soffriggere a fiamma alta per qualche minuto. Aggiungere le cime di rapa.
  4. Quando l’acqua della pentola arriva a ebollizione, salarla e lasciarla ribollire.
  5. Buttare la pasta e cuocerla per un minuto meno di quanto precisato sulla confezione.
  6. Scolare la pasta e farla saltare con le cime di rapa nella padella, aggiungendo, se necessario, dell’altro olio.
  7. Servire con ricotta salata grattugiata e peperoncino.

Nota

Con gli scarti delle cime potete provare a fare una vellutata, seguendo il metodo di base.

In frigorifero: salse e vasetti vari

In the fridge

Salse, salsine, accompagnamenti, marmellate, dado bio, ketchup, sott’oli…

Cosa deve sempre esserci in frigo per non rimanere mai senza e per sfamare un’improvvisa voglia di patatine con il ketchup o formaggi con la composta di fichi?

Gli indispensabili

  • 1 ketchup, buono, di qualità
  • 1 maionese, di qualità (anche se ultimamente preferisco quella allo yogurt, quella finta sana per intenderci, visto che di maionese finta sempre si tratta…)
  • 1 composta per i formaggi, che sia di fichi, mirtilli, carote, ciliege, aceto balsamico
  • 1 senape francese, liscia o in grani, basta che sia di qualità (perché francese? quella inglese non mi piace, sa di poco, e quella tedesca è troppo piccante)
  • salsa di soia, meglio giapponese e senza sale e glutammato aggiunto
  • delle olive e/o dei pomodorini sott’olio, per una pasta improvvisata
  • 1 vasetto di marmellata (noi ne abbiamo sempre due, ma ce le fornisce mio suocero, fatte con la frutta del suo giardino!)

Il di più

  • thaina, per l’hummus
  • 1 vasetto di dado biologico vegetale
  • 1 vasetto di capperi sotto sale, di solito più carnosi e saporiti di quelli sott’aceto
  • 1 vasetto di cetriolini sott’aceto (e qui è indubbia la presenza di un francese in casa)
  • 1 vasetto di alici o acciughe sott’olio

Ma così mi si riempie mezzo frigorifero!

Verissimo! E infatti almeno una volta ogni 6 mesi mi spazientisco e cerco di finire tutto, buttare tutte le cose che sono aperte da troppo tempo e quelle che non tocchiamo da mesi. Ma poi, poche settimane dopo mi ritrovo a dover marinare delle costine di maiale, o a condire un’insalata, o a ravvivare un pesce in umido! E come potrei fare senza il ketchup, la senape e i capperi sotto sale?

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