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Posts from the ‘Piatti unici’ Category

Focaccia

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Fare la focaccia o la pizza in casa da un sacco di soddisfazioni.
È relativamente semplice: basta avere pazienza e voglia di usare i muscoli (o l’impastatore).

Per fare la focaccia si usa lo stesso impasto e metodo che per la pizza, solo che si lascia la pasta “liscia”.

“Oh mamma, Sara, ma che vuol dire liscia???”

Niente pomodoro, o meglio, niente passata: i pomodorini interi o secchi sono ok.

Niente formaggio.

A me pace con il sale grosso, l’aglio e il peperoncino.

E l’olio, ovviamente.

Ho provato con una parte di olio e due di acqua e viene bene, anche se con il solo olio viene, ovviamente più golosa :).

E la cosa migliore è che una focaccia per sei (o più come antipasto) usa 500 g di farina, perciò nella mia dispensa c’è mezzo chilo di farina in meno.

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P.S.

Scopri tutte le ricette e i consigli per San Vantino!

 

Panino con peperoni, sgombri e melanzane

Panino ai peperoni, sgombri e melanzane

Una cosa leggerina ;).

A parte gli scherzi, quale modo migliore per svuotare la dispensa, se non usare lo scatolame per farcire un panino? Ovvio che dopo il panino mi è servita una bella tazza di tè per smaltirlo, ma anche il tè giace in dispensa :).

Per forcire questo panino ho usato:

- del pane bio preso in Germania (dove tutto costa meno, specie le cose biologiche);

- dei peperoni arrosto sott’aceto spagnoli che ho comprato dal mio amico Andrea;

- delle melanzane sott’olio calabresi che mi ha portato la mia mamma;

- un velo di senape in grani;

- una scatola di sgombri al naturale.

Se non fosse stato per la pesantezza fisica del panino (il pane ha avuto qualche problema a reggere il peso degli sgombri), sarebbe stato anche un piacere da mangiare.

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Pasta in insalata

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Non c’è nulla di più estivo (o anni ’80) della pasta in insalata. In realtà non ho una ricetta precisa perché alla fine nella pasta in insalata ci metti un po’ quello che preferisci.

Io la preferisco con pomodorini, zucchine e olive. Se proprio voglio fare l’estrosa ;) ci metto una mozzarella.

E visto che una ricetta non c’è, ecco le FAQ:

- Come tengo la pasta al dente?
Non c’è formula magica. Dipende dalla pasta. L’unica possibilità, assolutamente empirica, è provare a cuocere la pasta 2-3 minuti in meno e sperare. Una volta scolata va subito messa sotto l’acqua fredda e girata costantemente, meglio con le mani, finché fredda.

- Che pasta scelgo?
Corta, di grano duro. L’unica che eviterei sono i fusilli. E, ovviamente, anche le farfalle, ma quelle le evito sempre.

- Cosa ci metto?
Preferisco, come al solito, la semplicità: Verdure fresche, basilico, pomodorini, formaggio, anche tonno. Tutto di stagione e per favore, niente che esca da un vasetto o da una lattina! Mentre la pasta cuoce tagliate tutto e in mezz’ora massimo è tutto pronto. Conditela con del buon olio extra vergine d’oliva.

Stufato di manzo

Beef Stew

Per festeggiare l’inverno che sta finendo (e per facilitarmi la vita: lo metto su e cuoce da solo), uno stufato saporito ispirato da una ricetta di Jamie Oliver.

Ingredienti

1 chilo di manzo per stufato

1 cipolla

2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

2 cucchiai di farina

5-6 carote

Radici varie

2 patate

2 bicchieri di vino

1 litro di brodo

2 cucchiai di concentrato di pomodoro

Sale & pepe

1 rametto di rosmarino

2 spicchi d’aglio

La scorza di mezzo limone

Per 6-8 persone

  1. Sbucciate la cipolla e affettarla grossolanamente.
  2. Pelate carote, radici e patate. Tagliate le carote in due, le radici in grossi pezzi e le patate in 6 spicchi.
  3. Spolverate la carne con la farina, salate e pepate.
  4. In una pentola (possibilmente di ghisa smaltata) molto capiente scaldate l’olio e fatevi rosolare la cipolla.
  5. Aggiungente tutti gli ingredienti, mescolateli.
  6. Bagnate con il vino, lasciando evaporare leggermente.
  7. Aggiungete il brodo e il concentrato di pomodoro.
  8. Mescolate bene e portate a ebollizione.
  9. Coprite e lasciate cuocere per 4-5 ore a fuoco bassissimo. Potete anche, se volete, metterlo in forno caldo (160°) per lo stesso tempo.
  10. Prima di servire, tritate grossolanamente rosmarino, aglio e scorza di limone. Spolverizzate lo stufato con il trito direttamente nei piatti.

Beef Stew

La pizza

Da tempo vi avevo promesso qualche idea su come farcire la pizza fatta in casa.

La semplice

Sugo di pomodoro (o anche passata direttamente dalla bottiglia o pelati in scatola)

Mozzarella

Qualche fogliolina di basilico o un pizzico di origano

La fantasiosa

Sugo di pomodoro (o anche passata direttamente dalla bottiglia o pelati in scatola)

Mozzarella

Qualsiasi cosa che vi stuzzichi in frigorifero: capperi, pomodorini secchi sott’olio, acciughe, altri formaggi, salame, prosciutto…

L’estrosa

Qui ci mette lo zampino mio marito, che in quanto francese di pizza ci capisce ben poco e se lo lasciassi fare sforneremmo improbabili pizze

Sugo di pomodoro (o anche passata direttamente dalla bottiglia o pelati in scatola)

Un uovo (no comment)

Wusterl

Salame piccante tagliato a fette spesse

Pecorino grattuggiato

Emmenthal

E chi più ne ha più ne metta!

Inutile dirvi che la mia preferita rimane la semplice, con al massimo 1 aggiunta della fantasiosa.

Alcune note

Seguite le indicazioni del post sulla pasta della pizza, ma con qualche accorgimento.

La farcitura, ad esclusione del prosciutto crudo, che va messo solo alla fine per evitare che cuocia, nella pizza casalinga dovrebbero andare sotto la mozzarella.

La mozzarella andrebbe fatta sgocciolare a temperatura ambiente il più possibile, in modo che non bagni eccessivamente la pizza. Non tagliatela troppo fine, ma abbastanza spessa in modo che non si bruci e che semplicemente fonda.

Il forno deve essere alla sua massima potenza e molto molto caldo: più caldo è più la pizza cuocerà in fretta e sarà buona.

E ricordatevi: non serve avere sangue napoletano nelle vene per fare una buona pizza a casa! Basta un po’ d’impegno e tanta buona voglia, oltre che due buone risate e un bicchiere di vino o di birra!

 

Classici francesi: Gratin savoyard

I gratin di patate fanno parte dei grandi classici della cucina francese: con o senza formaggio rappresentano sempre e comunque un piatto semplice ma allo stesso tempo elegante ed estremamente appetitoso.

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Torta con pomodori e chèvre

Pomodori e chevre

Una finta pizza? O semplicemente una cena veloce fatta in fretta con due bambini urlanti intorno?

Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia (pur beurre che se no in Francia ci mettono solo grassi idrogenati)

Pomodorini

1 Saint Maure (formaggio di latte di capra, stagionato, che si trova facilmente al supermercato anche in Italia)

Erbe di Provenza

Per 4 persone

  1. Accendete il forno a 180° C.
  2. Srotolate la pasta sfoglia direttamente sulla teglia del forno, usando la sua carta forno.
  3. Tagliate a metà i pomodorini.
  4. Tagliate a fette spesse 5 millimetri il formaggio.
  5. Disponete pomodorini e formaggio sulla sfoglia.
  6. Spolverizzate di erbe di Provenza.
  7. Informate per 25-30 minuti o finché dorato.

 

Pomodori e chevre

Pane ripieno

Pane ripieno

Ovvero cucinare senza accendere i fuochi. Perfetto per un picnic (evitando il punto 6, ovviamente)

Le quantità? Non ci sono: di va ad occhio e se avanza il ripieno ci potete sempre condire una pasta.

Ispirazione BBC Good Food, Luglio 2011.

Ingredienti

1 pagnotta grossa, tipo Altamura

Peperoni grigliati (del giorno prima (scopri come spellarli) o direttamente dal vasetto. Confessione: io ho usato quelli del vasetto, per una volta!)

Pomodorini

Mozzarelline

Capperi

Acciughe sott’olio

Pomodorini secchi sott’olio (questi li avevo messi via io, lo scorso settembre)

5-6 foglie di basilico

Per 4 persone (o di più: il tutto dipende dalla grandezza della pagnotta)

  1. Tritate a coltello, grossolanamente, peperoni, capperi, acciughe, pomodorini secchi e basilico.
  2. In una ciotola mescolate il tutto con i pomodorini tagliati in quarti e le mozzarelline intere.
  3. Tagliate la calotta della pagnotta. Scavate il pane togliendo più mollica possibile, ma lasciando 2 centimetri di bordo e di fondo.
  4. Riempite il pane con il composto preparato, chiudete con la calotta e avvolgetelo nella stagnola.
  5. A questo punto il pane può rimanere anche un giorno intero in frigorifero, oppure potete servirlo dopo 30 minuti di riposo, di cui almeno 15 in frigorifero.
  6. Prima di servirlo, scaldatelo per 15 minuti nel forno caldo (200° C).

Torta greca di spinaci e feta

Torta salata con feta e spinaci

Spinaci e feta: il matrimonio perfetto! Greco per di più!
Sognando le spiagge e il mare della Grecia, cosa c’è di meglio se non improvvisare con i sapori delle isole?

Ingredienti

1 confezione di pasta fillo surgelata, tirata fuori dal freezer due ore prima, lasciata scongelare nella sua confezione

1 scalogno o 1 cipolla piccola

1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva

1 kg di spinaci freschi

1 manciata di uvette

1 manciata di pinoli

1 confezione da 200 g di feta

2 uova

50 ml di latte

50 g di burro

Per 6 persone come antipasto, 2 come piatto principale

  1. Accendete il forno a 180° C.
  2. Tritare finemente lo scalogno o la cipolla.
  3. In una pentola antiaderente molto capiente soffriggere lo scalogno o la cipolla nell’olio. Aggiungere gli spinaci (sembrerà che non ci stiano, ma mentre cuociono perderanno tutto il loro volume), coprite con un coperchio e lasciate stufare gli spinaci nella loro acqua.
  4. Aggiungete le uvette e lasciate cuocere ancora per qualche minuto. Spegnete il fuoco e aggiungete i pinoli.
  5. In un pentolino, sciogliere il burro nel latte. Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.
  6. Spennellate il fondo di una teglia di vetro con un po’ di lette e burro.
  7. In una ciotola mescolate spinaci, feta sbriciolata e le due uova sbattute.
  8. Aprite la confezione di pasta fillo, srotolatela e togliete 4 fogli. Lasciate il resto sotto un panno umido.
  9. Ricoprite il fondo e i bordi della teglia, lasciando fuoriuscire la pasta. Spennellate con latte e burro.
  10. Versate sul fondo metà del composto di spinaci, ricoprite con due fogli di pasta filo e spennellate con latte e burro.
  11. Versate i restanti spinaci, ripiegate sugli spinaci i fogli della base che fuoriuscivano dalla teglia e ricoprite il tutto con altri due fogli di pasta fillo.
  12. Spennellate abbondantemente con latte e burro e infornate per 25-30 minuti o finché dorato.
  13. Servite la torta tiepida.

Torta di zucchine e feta

Torta salata di zucchine e feta

Un antipasto o anche un piatto unico veloce, che si cuoce praticamente da solo e che richiede un tempo totale di preparazione di 15 minuti massimo.

Le zucchine posso essere facilmente sostituite con degli spinaci sbollentati e strizzati, con della zucca, delle patate, dei porri. Per tutte le info su come realizzare le torte salate vi rimando al post a loro dedicato.

Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia fresca, già steso

200 g di feta (formaggio greco a base di latte di pecora, a volte mescolato con latte di capra)

3 zucchine (o 1/2 zucca piccola o 2 porri o 3 patate medie)

Per 4 persone come antipasto o per 2 persone come piatto principale

  1. Accendete il forno a 180° C.
  2. In una ciotola capiente, grattugiate grossolanamente le zucchine (o la zucca, o i porri o le patate).
  3. Disponete la pasta sfoglia, nella carta da forno in cui dovrebbe già essere avvolta, in una teglia con i bordi bassi. Bucherellate con i rebbi di una forchetta il fondo.
  4. Disponete uniformemente le zucchine grattugiate.
  5. Togliete la feta dal suo involucro e asciugatela con della carta da cucina in caso risultasse troppo bagnata. Sbriciolatela finemente con le mani direttamente sopra le zucchine, in modo uniforme.
  6. Quando il forno sarà caldo, infornate per 30 minuti o finché la superficie della torta non sarà dorata.

Servite calda o tiepida, ma il giorno stesso in cui l’avete cotta, per evitare che la torta si bagni troppo dell’acqua delle zucchine.
Potete anche prepara il giorno prima, mettendola in frigorifero dopo il punto 6.

Questa torta non necessita di sale aggiunto: la pasta sfoglia è già salata e la feta, essendo conservata in salamoia, ha già un sapore molto deciso di suo.

Questa ricetta è originariamente apparsa come guest post sul blog di Vanity Fair.

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