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La spesa: come, quando e dove?

Street market in Milan

Comprare i prodotti giusti, scegliere la frutta e la verdura di stagione…

Sembrano delle operazioni semplici e quasi naturali, ma quante volte mia madre mi ha chiamato a fine maggio dicendomi: “Ho comprato le pesche, ma non erano mica tanto buone”… E ci credo! Le pesce maturano a giugno inoltrato! (Mamma, visto che leggi il blog, ti voglio bene! :)

Come

La scelta di prodotti di primissima qualità e in stagione è alla base della realizzazione di ogni piatto. Sempre.
Come si scelgono i prodotti di qualità? Bisogna avere un po’ d’occhio e un po’ di allenamento, ma non è difficile… Ricordatevi di leggere sempre e comunque le etichette e che anche il tipo di allevamento e la provenienza fanno la differenza: cerco sempre di comprare prodotti italiani, di stagione, allevati all’aperto o da agricoltura biologica.

In casa nostra entrano pochissimi prodotti pre confezionati o già pronti: provate a leggere l’elenco degli ingredienti e capirete perché!
Mi piacciono le cose genuine e vere, non gli additivi e i conservanti!

Per frutta, verdura e formaggi andiamo, quando possiamo, al mercato: frutta e verdure sono sempre di stagione e non costano eccessivamente e per i formaggi abbiamo il nostro spacciatore di fiducia ;) Per il calendario di frutta e verdura in stagione, date un occhio a questa pagina.

Se non avete tempo di andare al mercato, perché non affidarvi a un servizio di consegna a domicilio? Molti amici si trovano molto bene con Bio Express: non l’ho ancora provato, ma ne ho sentito solo del bene.

Per la carne prediligiamo il macellaio, così come per il pesce preferiamo il pescivendolo al supermercato. Ma ci sono supermercati che vendono carne e pesce di primissima scelta!

I freschi

La verdura deve avere un bel colore brillante, nessuna parte molliccia o ammaccata.

La frutta deve profumare ed essere matura, ma non eccessivamente: deve essere morbida al tatto, ma non cedere alla pressione o avere nessuna parte molliccia o ammaccata.

La carne di manzo deve essere di colore rosso, vivo ed omogeneo, nessuna macchia scura, il grasso deve essere bianco e deve avere un odore gradevole, ma non preponderante.

La carne di maiale deve essere di colore rosa, omogeneo, il grasso deve essere bianco e deve essere inodore.

La carne di pollo (e di volatili in genere) deve essere soda, asciutta e quasi inodore.

Il pesce, se intero, deve avere ancora gli occhi vispi, essere brillante e avere un sano profumo di mare. Se a filetti o pezzi, fidatevi della data di confezionamento e di scadenza.

I prodotti confezionati

Leggere l’etichetta! Sempre! La data di scadenza, anche!

Le confezioni devo essere intere, non ammaccate o avere buchi. E i prodotti devono essere integri e non avere imperfezioni.

Quando e dove

Ognuno ha il suo metodo: ho amiche che la fanno ogni giorno, decidendo all’ultimo cosa comprare… Amiche che la fanno 1 volta al mese…

Negli anni abbiamo trovato la nostra routine:

- frutta, verdura e pesce fresco, da mangiare subito, 1 volta la settimana, al mercato.

- carne (da surgelare), detersivi e prodotti confezionati, online 1 volta al mese o anche meno spesso, dipende dal bisogno, e spesso e volentieri online (la consegna a casa, in una città come Milano, dove i parcheggi scarseggiano, è un must!)

Se ci si organizza, con la lista già pronta, e si va presto al mercato (“che poi è pieno di vecchi” come direbbe mio marito ;), si riesce a fare tutto il sabato mattina. E si è a posto per l’intera settimana, anche due alle volte!

Non serve comprare quantità pantagrueliche: quando ogni settimana si comprano 2 chili di frutta e 3-4 chili di verdure (single mangioni o in due), si è a posto per l’intera settimana (in due) o anche due (single).

Basta mettersi nell’ottica che un sugo fatto in casa, con soli ingredienti freschi, è 1000 volte più buono e più sano di uno acquistato al supermercato. E il sugo può andare da solo una sera, dopo cena, mente leggete un libro o guardate un film ed essere sufficiente per 3-4 giorni e potete anche surgelarlo!

Ma di come organizzarsi per la settimana parleremo in un prossimo post!

E voi, dove la fate la spesa? Quanto spesso?


Besciamella

La salsa delle salse: bianca, vellutata, cremosa… Per le lasagne, la pasta pasticciata, i cavolfiori gratinati… Una preparazione semplice, che con pochi accorgimenti diventa infallibile!

Besciamella

Ingredienti

50g di burro

50g di farina

500 ml di latte

Sale e pepe

Noce moscata grattugiata

Per 1 teglia di lasagne per 4 persone

  1. Scaldare il latte insaporito con sale (abbondante, 2 cucchiaini rasi almeno), pepe e noce moscata.
  2. In una pentola dal fondo spesso e dai bordi alti, sciogliere a fuoco dolce il burro, che non dovrà schiumare, ma solo sciogliersi.
  3. Aggiungere la farina e girare con un cucchiaio di legno fino a ottenere un composto liscio (che si chiama roux, pronunciato alla francese, [ru], composto addensante per le salse calde, utilizzato spesso per velocizzare l’addensarsi di fondi di cottura troppo liquidi).
  4. Versare il latte a filo (scopri perché!), mescolando continuamente, cercando di non formare grumi. Questo è il passaggio più difficile, e, se l’avete (e dovreste averlo, perdirindina!), usate un frullatore a immersione: vi risolverà in men che non si dica il problema dei grumi.
  5. Continuando a mescolare, cuocete la besciamella finchè non si addenserà velando il retro del cucchiaio.
  6. Se userete delle lasagne secche e non volete cuocerle prima, lasciate la besciamella più liquida.
  7. Se non la usate subito, ma la lasciate raffreddare, per evitare che si formi una sgradevole pellicola in superficie, mescolatela spesso, o copritela con della pellicola, facendola aderire su tutta la superficie.

Variante

Per una besciamella più leggera, potete sostituire metà del latte con la stessa quantità di brodo caldo. Non salate il latte però!

Nota

Se vi serve più besciamella, non dovrete fare altro che moltiplicare le dosi all’infinito.

Perché?

Perché versare il latte a filo nella besciamella o nella crema pasticciera?

Il latte va versato a filo, mescolando continuamente, per far sì che si amalgami al composto (di burro e farina, nel caso della besciamella, o di uova, zucchero e farina, nel caso della crema pasticciera) senza scioccarlo, ma gradualmente, facendo abituare i due composti l’uno all’altro.

Gli indispensabili 3: i piccoli elettrodomestici

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Premessa, che forse avrei dovuto fare prima, ma forse è anche abbastanza lampante dalla foto qui sopra.

Sono una culinary gadget-addicted freak. Mettetemi in un negozio di casalinghi ben fornito e ne esco con qualcosa, di sicuro, anche se non è indispensabile, adducendo scuse ridicole sugli svariati usi che tale oggetto potrà assumere nella mia vita… Mettetemi da Medagliani e ci passo la giornata…

Questa mia “condizione” mi crea un problema: non riesco a decidere quali tra i piccoli elettrodomestici sia veramente e universalmente indispensabile!

O meglio, colui che secondo me è assolutamente indispensabile, non lo posseggo, perché ne posseggo altri 6 che fanno quello che fa lui con i suoi accessori…

Gli indispensabili

1 frullatore a immersione, meglio se fornito di frusta e tritatutto, utilizzabili con lo stesso corpo motore

1 bilancia elettronica max 5 chili, perché pesa meglio e più preciso

Gli utilissimi, ma non indispensabili

1 mixer/frullatore, tagliatutto, completo di bicchiere frullatore, per i frullati e i cocktail. Quello che importa nella sua scelta è sì la qualità degli attrezzi, ma soprattutto la potenza del motore: sotto gli 800W è inutile.

1 impastatore di alta qualità (soprattutto se fate il pane). Non fatevi tentare da quelli colorati dal design accattivante e un po’ retrò, datemi retta. Vista la cifra che andrete a spendere, l’importante, anche qui, è il motore: sotto i 1400W è un giocattolo.

1 macchina per stendere la pasta fresca (quella nella foto è Ikea, ma di molti anni fa, quando l’Ikea aveva fornitori di altissima qualità per la cucina)

1 mini tritatutto, dove tritare cipolla, piccole quantità di Parmigiano Reggiano, bottarga…

1 macchina per il caffè, sia esso espresso o americano

Gli inutili, ma desiderabili (e non solo elettrici)

- Lo spremiagrumi (non ce l’ho elettrico)

- Un frullatore a immersione potente, con doppie fruste (ce l’ho)

- La fiamma ossidrica per la Crème Brûlée (non ce l’ho)

- La machine à raclette (ce l’ho. Ma a cosa serve? A fare la raclette a casa, specialità savoiarda)

- Tutti gli attrezzini aggiuntivi per l’impastatore (ne ho qualcuno, ma non tutti tutti)

- La macchina per fare il gelato, una di quelle professionali che si raffreddano da sole (non ce l’ho, ma la vorrei tanto tanto)

- Il tostapane (non ce l’ho, non ne sento nemmeno tanto il bisogno, ma perchè no?)

- Il bollitore elettrico (non ce l’ho, l’ho avuto, e non era male, anche se ha il problema che si incrosta irrimediabilmente di calcare)

- Il cuociriso (non ce l’ho, l’ho avuto, e devo dire che era comodo)

- Il set per la fondue (ce l’ho)

- Il barbecue (non ce l’ho, ma prima di averlo mi servirebbe un terrazzo o un giardino dove metterlo)

- La friggitrice (non ce l’ho e sarebbe utile nei periodi di Fiera del Fritto)

La macchina per il pane non la voglio, ma mi dicono sia utile…

E voi? Quali sono per voi gli indispensabili? Quali possedete? Quali vorreste? E di quali vi liberereste felicemente?


Risotto

Risotto al lime con scampi

Premessa: non esiste un unico, incontestabile e universale metodo per fare un risotto. Esistono diverse scuole, che agiscono sulle diversi fasi e ingredienti in maniera differente.

Ad esempio, voi come lo fate?

Il risotto della foto qui sopra è un risotto al limone, che secondo me sta benissimo con qualsiasi tipo di pesce, ma anche senza pesce, richiamandone però, e assurdamente, sentori e profumi. La ricetta la trovate in fondo a tutte le spiegazioni. Se non avete mai fatto un risotto in vita vostra (e non avete perciò idea di quale sublime prelibatezza state escludendo dalla vostra vita) vi consiglio di leggere prima quello che segue e poi cimentarvi con la realizzazione.

Ora che ho messo le mani avanti, le basi: ingredienti e fasi di realizzazione.

Ingredienti (in ordine di utilizzo)

- Olio o burro? O tutti e due? Personalmente, olio extra vergine d’oliva nel soffritto, burro per mantecare. Ma alcune rare volte, manteco con l’olio, tipo i risotti di pesce.

- Cipolla: c’è, sempre! Anche perché se tritata finemente, quasi sparisce, lasciando solo qualche vago ricordo della sua esistenza. In alcuni casi, si può sostituire con lo scalogno, mai con l’aglio.

- Riso: Carnaroli, Carnaroli e poi ancora Carnaroli. Arborio solo in caso che il Carnaroli sia finito. Escludendo alcune specialità regionali, come ad esempio la piemontese Panissa, che chiama per il Vialone Nano, il Carnaroli è il riso migliore per i risotti: ricco di amido, rimane anche più al dente durante la cottura. Preferisco comprarlo direttamente dal produttore e non al supermercato, ma vivendo in Lombardia e non lontano dal Piemonte, è facile trovare produttori di qualità.

- Vino: un vino buono, di alto livello, e il resto della bottiglia la si beve o mentre si cucina, o con il risotto, se è il caso. Ci vuole un buon vino per fare un buon risotto e, pur avendo provato risotti spettacolari fatti senza vino, secondo me è indispensabile. Il 90% dei risotti richiede vino bianco, ma c’è un 10% che vuole vino rosso e sono i risotti al vino rosso, appunto, o alla salsiccia, principalmente degustati in inverno.

- Brodo: se si riesce, un buon brodo fatto in casa è l’ideale. Ma anche di dado va bene, basta che non abbia un gusto troppo forte o preponderante.

- Formaggio: l’80% dei risotto viene mantecato con Grana Padano o Parmigiano Reggiano, grattugiato fresco; il 10% può chiedere anche altri formaggi, come la provola, la fontina o altri formaggi a pasta dura, anche la crescenza. Il restante 10%, soprattutto se a base di pesce, non richiede formaggio.

Fasi di realizzazione

- Soffriggere la cipolla in poco olio e/o burro, a fuoco basso, fino a farla diventare trasparente.

- Tostare il riso, nella cipolla soffritta, a fuoco alto e girando in continuazione, finché, toccando con le dita un chicco, non risulterà caldo.

- Sfumare con il vino, lasciandolo evaporare quasi completamente.

- Aggiungere il brodo, all’inizio 3 mestoli, poi 1 alla volta, facendo ogni volta assorbire completamente il liquido, fino a cottura ultimata.

- Mantecare con due noci di burro e abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato, a fuoco spento (il termine indica l’azione descritta).

Risotto al limone

Ingredienti

200 g di riso Carnaroli

2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva (o 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva e 1 di burro)

1/2 cipolla

1 bicchiere di vino bianco

2 litri di brodo vegetale

Il succo di 1/2 limone

2 cucchiai di prezzemolo tritato

1 cucchiaio di burro

1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano grattugiato

Per 2 persone, come primo piatto abbondante

  1. Portare a bollore il brodo.
  2. Tritare la cipolla finemente.
  3. Soffriggere la cipolla in poco olio e/o burro, a fuoco basso, fino a farla diventare trasparente.
  4. Aggiungere il riso nella cipolla soffritta, e tostarlo a fuoco alto e girando in continuazione, finché, toccando con le dita un chicco, non risulterà caldo.
  5. Sfumare il riso con il vino, lasciandolo evaporare quasi completamente.
  6. Aggiungere 3 mestoli di brodo e abbassare leggermente il fuoco. Girare il riso spesso.
  7. Quando si sarà assorbito il brodo, aggiungere 1 mestolo alla volta, facendo ogni volta assorbire completamente il liquido, fino a cottura ultimata (circa 20 minuti, ma conviene sempre provare il riso prima di aggiungere dell’altro brodo).
  8. Aggiungere il succo di limone, una manciata di prezzemolo tritato, girare il riso, spegnere il fuoco e mantecare con due noci di burro e abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato.
  9. Lasciare riposare qualche minuto e servire.

Se vi rimangono dei dubbi o venite presi dal panico, non esitate a scrivermi.

In dispensa: introduzione

Ogni mese affronterò tutti i diversi tipi di alimenti che servono ad avere una dispensa sempre fornita, come appoggio ai prodotti freschi, per essere sempre pronti ad ogni evenienza.

Una buona dispensa dev’essere composta da (diverse varietà di):

  1. pasta
  2. riso
  3. farina
  4. zucchero e dolcificanti
  5. olio e aceto
  6. tè e caffè
  7. salse
  8. scatolame
  9. frutta secca
  10. erbe e spezie
  11. alimenti “etnici”
  12. varie ed eventuali

Buone norme di conservazione

Gli alimenti secchi, una volta aperti, possono essere conservati a temperatura ambiente in 3 modi:

  1. Nella confezione originale. Se si tratta di un sacchetto, chiudere ermeticamente con una molletta, anche da bucato, ma sarebbero meglio queste.
  2. In barattoli di vetro, a chiusura ermetica.
  3. In barattoli o contenitori di plastica, a chiusura ermetica.

Gli alimenti umidi, una volta aperti, vanno conservati in frigorifero in 3 modi:

  1. Nella confezione originale, chiusa ermeticamente. Se si tratta di un sacchetto, chiudere con una molletta, anche da bucato, ma sarebbero meglio queste.
  2. In barattoli di vetro, a chiusura ermetica.
  3. In barattoli o contenitori di plastica, a chiusura ermetica.

Tutto questo per evitare che si formino “ospiti indesiderati” o muffe.

Gli indispensabili 2: le pentole

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Pentole, padelle, casseruole…

La terminologia

- Pentola: recipiente atto alla cottura, dai bordi alti, con due manici, molto capiente, utile per bollire, cuocere la pasta, fare marmellate… Può essere di inox, rame, rame stagnato…

- Padella: recipiente atto alla cottura dai bordi bassi, con un manico, raramente due, utile per soffriggere, friggere, saltare… Può essere di alluminio, inox, antiaderente, rame, rame stagnato…

- Casseruola: recipiente atto alla cottura, con bordi a metà tra pentole e padelle, con due manici, mediamente capiente, utile per bollire piccole quantità di liquido, salse, friggere piccole quantità di cibo in molto olio… Può essere di alluminio, inox, antiaderente, rame, rame stagnato…

- Coperchi: ogni pentola ha il suo, ma si sa, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi ;)

Gli indispensabili

- 1 pentola di 24 centimetri di diametro e alta 20 centimetri (sufficiente per bollire fino a 1 chilo di pasta), in inox;

- 1 padella antiaderente (meglio non di teflon, andrà presto fuori legge, ma di vetroceramica, o altro materiale antiaderente), di almeno 24 centimetri di diametro (sufficiente per una frittata per due);

- 1 casseruola di ghisa o smaltata, di 22 centimetri di diametro, perfetta per stufati, arrosti, brasati…

- 1 casseruola piccola, di 10-15 centimetri di diametro, in inox;

- 1 griglia in ghisa, pesante (molto meglio di quelle cose leggerine in inox)

La qualità

Pentole, padelle e casseruole di qualità devono essere pesanti e avere un fondo molto spesso (1-2 centimetri).

Una buona pentola non è leggera e il fondo spesso evita che tutto si attacchi spiacevolmente alla pentola.

I non indispensabili

C’è stato un periodo della mia vita durante il quale compravo pentole. Poi a un certo punto ho smesso… Prima di tutto perché non ci stavano più e poi anche perchè a un certo punto si ha tutto quello che serve… Più o meno… ;)

Malgrado tutti gli sforzi che faccio, non potrei mai fare a meno di alcune pentole, oltre alle 4 qui sopra:

- 4 casseruole inox, di 12, 14, 16 e 20 centimetri di diametro, tutte a 1 manico, tranne quella da 16 centimetri che ne ha due. Utilizzo: bollire l’acqua per il tè, fare il caramello, piccole quantità di riso pilaf, cuocere la pasta (in quelle più grandi);

- 1 padella antiaderente (in ceramica al titanio) di 18 centimetri di diametro;

- 1 padella inox di 24 centimetri di diametro;

- 1 pentola di 26 centimetri di diametro, alta 24 centimetri. In realtà è una couscoussiere, ovvero una pentola sopra la quale si incastra perfettamente un altro pezzo, bucherellato sul fondo, dove si fa cuocere il cuoscous con i vapori dello stufato che sta cuocendo nella pentola;

- 1 pentola a pressione, che uso anche senza coperchio per marmellate, risotti…

- 1 wok, in acciaio

- 1 casseruola di ghisa di 24 centimetri di diametro

- 1 padella di 32 centimetri di diametro, fondo spesso, bordi bassi, perfetta per la paella

- 1 Doufeu, che è una delle pentole migliori che abbia mai utilizzato per fare stufati, arrosti e brasati (e non mi pagano nemmeno per dirlo!)

- 1 paiolo per la polenta, dotato di braccio rotante elettrico, indispensabile per chiunque abiti nel nord Italia ;)

- 1 padella in terracotta (detta anche pignatta): il sugo avrà un altro sapore!

E per te, quali sono le tue pentole indispensabili, delle quali non potresti mai fare a meno?

Gli indispensabili 1: la cucina

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Pentole? Padelle? Piatti? Coltelli? Forchette? Cucchiaini per il pompelmo?

Cosa? Quali? Quanti? Ma mi serve realmente?

Le risposte a queste domande sono già dentro di te!

No, non è vero, era solo uno scherzo!

C’è un momento della propria vita in cui si si trova irrimediabilmente a porsi questo tipo di domande. Magari stai mettendo su casa da sola/o, o stai cambiando casa, o ti stai trasferendo all’estero e non vuoi portati dietro tutta la cucina.

Che cosa fa una cucina degna di un nome del genere?

Cercando di dimenticarmi il fatto che conosco persone che vivono senza forno (e sono felici), una cucina può essere 1 metro per 3, 10 metri per 6, un angolo o anche una sola parete, ma ha bisogno di oggetti indispensabili.

C’è chi ha risolto il problema di molti creando un bel box con dentro “tutto” (Ikea), c’è chi si affida ai consigli del negoziante che cercherà di venderti quella indispensabile batteria completa di 36 pentole diverse…

Ma un’altra strada esiste!

Ogni mese affronterò una parte di ciò che fa di una cucina un luogo non solo abitabile, ma anche utile e pronto a tutto. E a cucinare tutto!

Iniziamo dalla base: la cucina stessa!

  • 1 forno (elettrico, ventilato o a gas)
  • minimo 2 fuochi (sarebbe meglio 4), siamo essi a gas o elettrici
  • 1 frigorifero + 1 freezer (possibilmente in due comparti ben divisi)
  • 1 cappa aspirante, sopra i fuochi
  • almeno 30x20cm di piano di appoggio/lavoro, che può essere anche un tavolo, ma uno spazio tra lavello e fuochi è preferibile
  • 1 lavello
  • pensili o un armadio dove mettere piatti, posate, pentole…
  • 1 finestra (meglio se c’è anche un balcone)

Sembra un elenco stupido, ma vi assicuro che ho abitato in case in affitto alle quali mancava almeno 1 di questi elementi di base.

Se vuoi andare oltre all’equipaggiamento indispensabile, ci sarebbero anche:

  • 1 forno a microonde (ha la sua utilità, per scongelare qualcosa, fondere il cioccolato o il burro…)
  • un pensile munito di grate di metallo per lasciar scolare i piatti (più utile di quanto si possa pensare)
  • 1 lavastoviglie (che considero indispensabile, ma è un parere assolutamente personale!)

E poi c’è la cucina dei miei sogni, per la quale servirebbe un locale di almeno 7 metri per 4:

  • 1 forno ventilato, da 10 teglie, mezzo vapore (ovvero che, all’occorrenza, cuoce anche a vapore), autopulente
  • 6 fuochi + griglia
  • 1 frigorifero che faccia anche il ghiaccio + 1 freezer (stile americano, enorme!!!)
  • 1 super mega cappa
  • un’isola centrale, in alluminio, di 2 metri per 2, come piano di lavoro
  • un piano di lavoro in legno
  • un piano di lavoro in marmo
  • un tavolo di 90×180
  • 2 lavelli
  • miriadi di pensili, armadi, posti dove mettere piatti, posate, pentole, robot…
  • 1 porta finestra che dona sul terrazzo (visto che sogno…)
  • 1 forno a microonde multifunzione
  • 1 lavastoviglie per 12 coperti

Raccontami, qual’è la tua cucina attuale? E la cucina dei tuoi sogni?

Patate al forno

Patate al forno

Ci sono patate al forno e patate al forno. Per me le patate al forno devono essere così, ma è un’opinione personale.

Ingredienti

8-10 Patate a pasta gialla

Olio extra vergine d’oliva

2 rametti di rosmarino

2 spicchi d’aglio, in camicia, senza sbucciarli

Per 2 persone (che amano le patate)

  1. Riscaldare il forno a 180° C.
  2. Portare a ebollizione abbondante acqua.
  3. Pelare le patate e tagliarle a metà e poi ogni metà nuovamente a metà e poi in 4.
  4. Quando l’acqua arriva a ebollizione, gettare le patate e lasciarle cuocere per 15 minuti.
  5. Nel frattempo versare dell’olio d’oliva in una teglia, quanto basta per coprirne il fondo, e mettere la teglia in forno per scaldare l’olio.
  6. Scolare le patate in uno scolapasta e agitarlo bene.
  7. Trasferire le patate nella teglia calda con l’aglio in camicia e il rosmarino.
  8. Cuocere per 20-25 minuti, o finché dorate.
  9. Salarle una volta tolte dalla teglia.

Menu for hope

Milan street market

Menu for hope è un’iniziativa lanciata ogni anno da Pim, per raccogliere fondi per il World Food Program.

Tutti i food blogger del mondo si uniscono e ognuno di noi dona un premio mangereccio il più interessante possibile per far sì che ci siano più donazioni possibili!

L’anno scorso sono stati raccolti quasi 100mila dollari, donati al World Food Program per costruire una scuola in Africa.

Quest’anno la mia amica Sara gestisce l’organizzazione dei food blogger europei che vogliono donare qualcosa alla più importante raccolta fondi organizzata da blogger.
Vi svelo un segreto: io e Sara siamo blogging buddies ;) Siamo amiche nella vita, orgnizziamo insieme le Girl Geek Dinner a Milano e ci scambiamo un sacco di idee non solo in cucina, ma anche sulla vita, la tecnologia, blogging…
Parentesi emotiva chiusa, abbiamo deciso di offrire un premio insieme!

Un tour gastronomico di Milano, partendo con una tipica colazione milanese, seguita da un tour in uno dei migliori mercati all’aperto di Milano, un giro per le favolose gastronomie del centro, per finire con un aperitivo in uno dei migliori bar milanesi, dalla vista mozzafiato! Il tutto per una durata di 4-5 ore in compagnia di due appassionate, un’italiana e un’americana!

Pronti a donare???

  1. Visitate http://chezpim.com e scegliete il o i premi che più vi interessano
  2. Andate al sito per le donazioni http://www.firstgiving.com/menuforhope5 e fate una donazione.
  3. Per ogni 10$ donati, avete diritto a scegliere un premio di vostra scelta, segnando il codice scelto nella sezione ‘Personal Message’. Dovrete scrivere quanti biglietti scegliete di acquistare per ogni premio e nn dimenticatevi di segnare il codice del premio.
  4. Se la vostra azienda vuole fare una donazione, scegliete l’opzione adeguata e inseriti i dati dell’azienda.
  5. E non dimenticatevi di inserire il vostro indirizzo e-mail: servirà per avvisarvi della vincita e non verrà reso pubblico.

Per vincere il nostro premio, ricordatevi di inserire il codice EU14.

La pasta brisé

La pasta brisée, classico della cucina francese, è semplicissima, ha pochi ingredienti, e con due accorgimenti verrà sempre perfetta.

Ingredienti pasta brisée

Ingredienti

200 g di farina 00

130 g di burro, freddissimo (scopri perché!)

3 pizzichi abbondanti di sale

Acqua ghiacciata (scopri perché!)

Per una tortiera da 24 centimetri di diametro

  1. Fate una fontana con farina e sale.
  2. Tagliate a pezzetti il burro e mettetelo al centro della fontana.
  3. Impastare velocemente (scopri perché!) farina, burro e sale.
  4. Aggiungere l’acqua 1 cucchiaio alla volta, finchè non si formerà una palla omogenea di pasta.
  5. Lasciare riposare in frigorifero almeno 30 minuti prima di utilizzarla.

Pasta brisè

Nota

Le dosi possono essere moltiplicate all’infinito, tenendo sempre come proporzioni di base 65 g di burro per 100 g di farina.

Varianti

La pasta brisée può essere aromatizzata al curry, al cumino o a qualsiasi altra spezia, aggiungendo 1 cucchiaino all’impasto.

Perché

Perchè acqua e burro devono essere molto freddi?

Gli ingredienti non si devono scaldare: in questo modo mantengono intatte le loro proprietà, ritardando il più possibile lo sviluppo del glutine, che renderebbe la pasta elastica e non friabile.

Perché impastare velocemente la pasta brisée?

Perché una pasta brisée sia friabile deve essere maneggiata il meno possibile, in modo che gli ingredienti non si scaldino, mantenendo intatte le loro proprietà e ritardando il più possibile lo sviluppo del glutine, che la renderebbe elastica e non friabile.

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