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I biscotti di Natale: alcuni consigli

State per preparare i biscotti per Natale. Brave!

Su questo blog troverete molte ricette di biscotti, ma non avevo mai scritto i miei personali consigli per essere sicure al 100% di non sbagliare o di ritrovarsi nel bel mezzo di un disastro proprio il giorno prima di dover impacchettare tutti quei biscotti per il cookie swap!

  1. Non fidatevi! Anche se la ricetta l’avete presa dal vostro libro preferito o dal vostro blog più amato, non fidatevi: realizzate la pasta e cuocetene prima uno, da solo, per essere sicure che dosi e tempi di cottura siano adatti ai vostri ingredienti e al vostro forno. Per esempio, gli amaretti/ricciarelli qui sopra sono un’esperimente venuto male. Avevo due albumi che mi avanzavano e non volevo gettarli. E così ho trovato sulla mia bibbia di riferimento, How to Be a Domestic Goddess: Baking and the Art of Comfort Cooking di Nigella Lawson, la ricetta dei ricciarelli. Era sbagliata: la quantità di farina di mandorle non era giusta in confronto alla quantità di albumi. Mi ha salvata in extremis la ricetta di Giulia! E poi discorrendo su twitter ho anche scoperto che la farina di mandorle che avevo comprato in Germania aveva troppi residui di buccie e ha rovinato il colore dei biscotti. E avendoli anche fatti cuocere troppo sono venuti molto più simili a degli amaretti che a dei ricciarelli. Perciò MAI fidarsi!
  2. Seguite la ricetta, sempre, comunque, alla lettera! Stiamo parlando di pasticceria, anche se in formato ridotto, ma pur sempre pasticceria: una scienza esatta! E leggete tutta la ricetta ancora prima di iniziare, così sapete fin da subito se è previsto del tempo di riposo, se gli ingredienti devono essere a temperatura ambiente e altre amenità.
  3. Siate preparate a tutto! Comprate tutti gli ingredienti PRIMA, anche in quantità maggiori, che non si sa mai. Cercate di avere almeno una base sempre a portata di mano (se volete tempo fa avevo fatto una lista di ingredienti di base da avere sempre in dispensa). Poi capita che le uova finiscono improvvisamente perché se ne rompono due di fila tra il frigo e il tavolo, ma se ne avete comprate 12 invece di 6, potrete ancora averne ancora qualcuna a disposizione.
  4. Agilità è la vostra parola d’ordine. Siate agili, sveglie, invettive: avete bruciacchiato una teglia di biscotti, ma sono buoni e non sanno di bruciato? Cosa fare? Copriteli con un po’ di glassa (zucchero a velo e succo di limone) e nessuno se ne accorgerà! La seconda teglia di biscotti allo zenzero candito è rimasta in forno troppo. Li ricoprirò con della glassa e li sottoporrò agli implacabili giudici di famiglia: se loro acconsentono finiranno nei sacchetti insieme agli altri!
  5. Non desistete! Tutti bruciano i biscotti, ve lo assicuro! E ovviamente li brucio anch’io :) Per esempio, gli stupendi alberelli con smarties colorate qui sopra sono crudi. Cuocendo gli smarties hanno perso i colori e sono diventate tutte beige. Pazienza! Ce li mangeremo noi e regalerò quelli senza smarties :)

Buon divertimento a infornare biscotti e buon Natale!

In dispensa 4: la frutta secca

La frutta secca è un elemento essenziale di ogni dipensa ben fornita per due motivi principali:

- Pour grignotter (per sgranocchiare): un languorino, voglia di qualcosa di dolce? Si risolve tutto con qualche uvetta o una noce.

- Pour relever (per elevare, più precisamente per aumentare i sapori, migliorarli): una manciata di uvette aggiunte a una torta salata o qualche mandorle a filetti su un curry fanno un’enorme differenza!

La frutta secca che non dovrebbe mai mancare:

  • Uvette (o uva sultanina)
  • Noci
  • Mandorle a filetti
  • Farina di mandorle
  • Albicocche secche
  • Prugne secche

E se proprio vogliamo strafare, possono sempre tornare utili anche:

  • Cranberries
  • Fichi secchi
  • Nocciole
  • Farina di nocciole
  • Cocco grattugiato
  • Anacardi
  • Arachidi non salate

 

 

Le tecniche: montare e sbattere

Sbattere, montare, mescolare (a volte) sono termini che incutono un po’ di timore ai meno esperti e fanno subito venire in mente una frusta e la frase: “Ah, ma io la frusta non la so usare!”

Non è vero! La frusta la sa usare mio figlio che non ha nemmeno 3 anni (sa anche rompere le uova senza farne uscire nemmeno un pochino, in maniera molto gentile). La frusta la sappiamo usare tutti.

È solo un manico che invece che terminare con un cucchiaio, termina con tanti fili intercalati tra loro. Nessuno è mai morto per mano di una frusta da cucina, almeno non per colpa di una frusta azionata a mano ;) .

In momenti bui, quando non si trova la frusta, si possono sempre intrecciare i rebbi di due forchette per ottenere un effetto simile.

La parte difficile non risiede perciò nello strumento, ma nel movimento.

Prendete la frusta da cucina nella mano destra (o sinistra se mancini) e iniziate a sbattere il liquido avanti e indietro stando molto attenti a muovere SOLO l’avambraccio e non la spalla. La vostra spalla deve rimanere ferma, mentre sarà l’avambraccio a fare tutto il lavoro.

Se leggete questo blog da molto la domanda che ora vi sorgerà spontanea è: ma devo proprio farlo a mano? Possibile che non ci sia un’alternativa elettrica?

Ovvio che c’è ed è fortemente raccomandata! Non date retta ai finti puristi della cucina simil fighetta che vanno in giro a raccontare che “Gli albumi a neve come li monto a mano non li monta nessuno”. Tutte bugie!

Se non avete degli avambracci da chef, allenati, dopo nemmeno un minuto vi ritroverete doloranti e niente sarà montato a dovere!

Per montare panna e albumi avete una semplice e significativa alternativa all’avambraccio da chef: il robot e lo stupendo accessorio frusta. Ogni robot ne ha uno e se il vostro non ce l’ha, correte subito a comprarne uno.

Alcune accortezze:

- per gli albumi (ne ho già parlato precedentemente): aggiungere un pizzico di sale, anche per le preparazioni dolci, aiuterà a stabilizzare gli albumi e a farli montare più facilmente. Gli albumi saranno montati a dovere quando formeranno dei picchi regolari e saranno bianchi e fermi. Ma per vedere se gli albumi sono montati bene esiste un solo modo (oltre che l’occhio, ma uno se ne accorge solo dopo un po’ di esperienza): prendere la ciotola e rovesciarla a testa in giù: se nulla cade avete fatto un buon lavoro!

- per la panna: deve essere freddissima e se la montate in un locale particolarmente caldo o d’estate, meglio metterla in freezer per qualche minuto, insieme agli strumenti che userete per montarla. Un panna ben montata avrà perso la sua liquidità e avrà guadagnato in volume e consistenza, senza però essere troppo dura.

Per la panna esiste in realtà anche un’alternativa molto valida, anche se costosa: il sifone. Con un sifone dotato di cartucce di anidride carbonica la panna fredda si monta in 2 secondi. E vuoi mettere la gioia di aver voglia di panna montata e oplà, ti bastano panna, sifone e due secondi per farla? Il paradiso!

Ovviamente ciò che si può montare o sbattere non si esaurisce a panna e albumi.

Spesso nelle ricette troviamo indicazione di montare burro e zucchero o tuorli e zucchero. Seguendo alla lettera le istruzioni della ricetta è sempre meglio utilizzare un apparecchio elettrico per ottenere l’effetto desiderato.

Alle volte una buona frusta da cucina sbatte le uova per la frittata in meno tempo e meglio della forchetta.

E voi, usate la vostra frusta da cucina come e quando si deve?

 

 

Come condire la pasta

La pasta, come tutto in fin dei conti, è contenta quando usiamo qualcosa di semplice per condirla.

  • Burro (o olio extra vergine d’oliva) e parmigiano: semplice, quasi una madeleine di Proust. Se la pasta è di qualità, l’olio eccellente e il parmigiano fatto come si deve diventa un piatto indimenticabile.
  • Aglio, olio e peperoncino. E ci aggiungo anche un po’ di parmigiano. Trito l’aglio e il peperoncino e 1 minuto prima di scola la pasta li soffriggo velocemente e dolcemente nell’olio.
  • Pomodori freschi passati, basilico e aglio. Spesso non li passo nel passaverdura, ma li frullo.
  • Pomodorini, aglio e basilico (e anche un po’ di peperoncino), tutto a crudo, lasciato macerare nella ciotola con poco olio mentre la sta cuoce.
  • Con il pesto tradizionale o di rucola.
  • Con le olive.
  • Con la bottarga.
  • Con i broccoli.
  • E la tanto discussa carbonara: si, cuocio leggermente le uova, fatevene una ragione!

3 ingredienti che non devono MAI mancare

  1. Cipolle
  2. Aglio
  3. Scalogni

3 e solo 3, perché con questi 3 ingredienti riuscite a migliorare qualsiasi piatto.

E nel caso di cipolle e scalogni, se ne avete a sufficienza, potete anche preparare un contorno o il ripieno di una torta salata.

Cipolle, aglio e scalogni non devono mai mancare in dispensa: uno spicchio di aglio nella passata, una cipolla o due scalogni nel soffritto, delle cipolle in umido…

Organizzazione in cucina

La vita è difficile, abbiamo sempre troppo poco tempo e la prima cosa che togliamo dalla lista di cose da fare è cucinare. E così la nostra cucina viene invasa dalla nebbia di un mattina d’autunno.

Ma ci sono dei casi in cui la vita è difficile, abbiamo sempre troppo poco tempo ma non possiamo non cucinare, perché dobbiamo sfamare un’intera famiglia, la nostra, al cui interno c’è qualche bambino che non possiamo, per ovvi motivi, nutrire solo al ristorante o con dei comodi take away pieni di sale, gluttamato e oli variamente idrogenati.

E così, in mezzo ai giochi e cicordante da tanto tanto rumore, fatto di urla e striduli vari, ci ritroviamo a cucinare.

E allora l’organizzazione è d’obbligo.

Le scelte sono svariate.

Possiamo seguire il metodo Jamie Oliver, affascinante in 30 minutes meals: perfetto, a suo agio, fin troppo organizzato.

Possiamo seguire l’approccio “atomico”: cucino e la cucina si trasforma in un’esplosione atomica che per rimettere a posto mi ci vorrà almeno un’ora, ma vuoi mettere quanto mi sento appagata del rivedere tutto tornare in ordine?

Possiamo trovare, come le americane, una serie di piatti da rifare in continuazione, a distanza di una o due settimane, in modo che per realizzarli sappiamo cosa fare sempre e comunque.

Non seguo nessuno di questi metodi.

Jamie ha la cucina dei miei sogni: al momento siamo in affitto e non ho tutto quello spazio. Non ho nemmeno un microonde.

Non provo nessuna soddisfazione dal pulire e mettere in ordine la cucina.

Non cucino quasi mai un piatto più di una, massimo due volte, se no mi annoio.

Cosa faccio?

Mi organizzo sia fisicamente sia mentalmente.

  1. Decido le cene di tutta la settimana la domenica, segnando che ingredienti devo compare o scongelare.
  2. Metto in ordine: svuoto la lavastoviglie, ci metto i piatti della colazione (che sì, mamma, ballano in giro alle volte fino alle quattro del pomeriggio, ma sai com’è, no?) e libero tutte le superfici piane. Tutto quello che rimane in giro sono le cose fisse (macchina del caffè, robot, carta da cucina…) e nient’altro.
  3. Se seguo una ricetta la leggo almeno 1 volta per intero, dagli ingredienti a tutti i passaggi.
  4. Tiro fuori tutti gli ingredienti che mi servono: proteine, cereali, verdure, spezie, oli, condimenti… Li sistemo o sul tavolo o di fianco ai fuochi.
  5. Se c’è da mettere l’acqua a bollire o da accendere il forno, lo faccio subito, dopo aver raccolto tutto quello che mi serve.
  6. Prendo un piatto o una ciotola capiente per tutti gli scarti, in modo da non dover andare di continuo alla spazzatura: quando ho finito butto tutto.
  7. Prendo l’asse e il coltello e inizio a preparare tutto. Per liberare l’asse, se sto tagliando più di un ingrediente, trasferisco ogni ingrediente tagliato in un piatto o più piatti. Se gli ingredienti hanno tutti lo stesso tempo di aggiunta e di cottura li metto nello stesso piatto, se no in più piatti. Prendo delle ciotoline per le spezie o per i condimenti e misuro tutto quello che va misurato. Uso un solo asse e un solo coltello (la maggior parte del tempo) e se cambio ingrediente lo lavo velocemente sotto l’acqua calda.
  8. Quando finisco di usare una ciotola o un coltello o qualsiasi altra cosa la metto subito in lavastoviglie, SUBITO!
  9. Prediligo le mono cotture: cucino tutto insieme in un’unica pentola o padella, usando al massimo differenti tempi di cottura, ma la maggior parte delle volte non soffriggo nemmeno la carne dello stufato, ma metto tutto insieme a sobbollire e me lo dimentico (e ve lo assicuro: funziona). Faccio anche la pizza, certo, ma la lascio lievitare molto a lungo e se voglio farla con il sugo, lo preparo il giorno prima.

Di solito cucino la cena prima di andare a prendere i bambini all’asilo e al nido e visto che sono pigra, ho uno scatto di attività verso le 15, giusto un’ora prima di dover uscire e non voglio perdere altro tempo in cucina. In quell’ora preparo tutto o per lasciarlo cuocere mentre sono fuori o per cuocerlo poco prima di cena.

Cucinare con due bambini piccoli in giro è uno stress al quale nessuno dovrebbe sottoporsi se non in casi di estrema necessità! Esiste anche chi cucina durante il sonnellino del pomeriggio e anch’io per un certo periodo non riuscivo a fare altro.

E voi, come vi organizzate in cucina?

Questo post lo dedico alla mia amica Lalui che mi ha dato l’ispirazione per scriverlo.

 

Vivere senza microonde

Da un anno viviamo senza microonde.

Possibile? Sì.

Fattibile? Assolutamente sì.

Vivibile? Certamente.

Per cosa usavo il microonde:

- riscaldare le pappe dei bambini

- riscaldare gli avanzi

- sterilizzare i biberon

- scongelare

Nel momento in cui ci si trova senza microonde si fa senza:

- le pappe dei bambini si riscaldano a bagno maria (in un contenitore adagiato in un pentolino di acqua bollente)

- gli avanzi si riscaldano in forno o in padella

- i biberon si sterilizzano nell’acqua bollente

- si scongela la sera prima

Se usate il microonde per cucinare, beh, ecco, non state cucinando: state scaldando della roba che cuocerà, sì, ma non lo state facendo con amore, ma con delle onde.

Fate un po’ voi…

Come cucinare i cipollotti

Cipollotti

I cipollotti non son altro che cipolle giovani. Sicuramente hanno un gusto più dolce e fresco delle cipolle.

E come le cipolle possono essere usate nei soffritti, ma avendo un gusto meno pronunciato sono buone anche da sole, crude o passate velocemente in forno.

Cosa si mangia dei cippollotti

Si eliminano le radici e spesso anche la parte verde, se non proprio freschissima.

A me la parte verde non dispiace in insalata, tagliata fine fine, ma anche in uno stir fry.

Stagionalità

Da marzo a luglio.

 

Cosa fare con le mele

Mele

Le mele, ovvero la versatilità in cucina: nei dolce, nei piatti salati, da sole, al forno… Ci si può fare qualsiasi cosa con le mele!

Cosa si mangia delle mele

Praticamente tutto tranne picciolo e torsolo.

Come si tagliano le mele

Avete due possibilità:

  1. Le lasciate intere e usando un togli torsolo estraete la parte centrale.
  2. Le tagliate a metà e poi in quarti e con un coltello togliete il torsolo.

Come si scelgono le mele

Devono avere un aspetto sano, la pelle liscia e lucente, senza ammaccature, buchi o macchie.

Esistono tantissime varietà di mele, alcune acidule e croccanti, come la Granny Smith, dalla pelle verde, altre più farinose e dolciastre, come le Renette. Prima di comprarle per una preparazione specifica accertatevi di comprare o la mela indicata nella ricetta o comunque una varietà di mela che vada bene per essere cotta.

Stagionalità

Le mele si trovano soprattutto in autunno, ma sono un frutto che si conserva bene anche per il resto dell’anno.

Come cucinare la zucca

Pumpkin

Se ne trovano ancora sul mercato, e poi non è mai tardi per cucinare la zucca.

Cosa si mangia della zucca

Si mangia la polpa, ovvero la parte arancione acceso che vedete nella foto. Si scartano buccia, semi e filamenti.

Come si pulisce la zucca

Tagliando la zucca a metà vedrete al suo interno, al centro, semi e filamenti. Per togliere tutti i semi e i filamenti meglio usare un cucchiaio. I semi si possono anche pulire bene e mettere in forno a seccare, ma non saprei darvi indicazioni ulteriori.

Con un coltello ben affilato si taglia la zucca a spicchi e si toglie da ogni spicchio la buccia: a seconda delle varietà la buccia è più o meno coriacea.

Come si cuoce la zucca

Ci sono vari modi per cuocerla, a seconda di come la utilizzerete.

  • Nel risotto: di solito la cuocio direttamente con il riso, tagliandola a dadini e aggiungendola al soffritto.
  • Per le torte: meno acqua rimane nella zucca, già naturalmente acquosa, meglio è. Per usarla in torte e muffin preferiscono cuocerla in forno caldo per 15-20 minuti.
  • Per zuppe e puree: si può cuocere la vapore o in brodo.

Stagionalità

Da settembre a febbraio.

 

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